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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33555/2023 del 01/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della conferma di responsabilità per reati relativi a cocaina (acquisto e cessione, contestati ai capi L ed M e ricondotti, per la cessione, all'art. 73, comma 5, d.p.r. 309/1990). Il ricorrente deduce: 1) mancanza di prova della cessione essendo stata provata solo l'assunzione personale; 2) omissione della Corte di pronuncia sull'applicazione dell'art. 131-bis c.p., che avrebbe potuto essere disposta anche d'ufficio; 3) mancata disgiunzione dei frammenti della condotta continuata ai fini della prescrizione (non individuato il dies a quo per singoli segmenti), con conseguente possibile estinzione per prescrizione; 4) vizi nella determinazione della pena per il reato continuato e negli aumenti per la continuazione, nonché calcolo della pena finale non correttamente motivato.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato in parte. Il primo motivo è stato ritenuto infondato perché la precedente sentenza della Cassazione aveva già coperto la responsabilità con statuizione di rinvio limitata, per cui la materia è coperta da giudicato. Tuttavia, i terzo e quarto motivi non sono stati considerati manifestamente infondati: la Corte di appello non ha individuato con sufficiente precisione il dies a quo per il calcolo della prescrizione dei singoli segmenti della condotta continuata e non ha specificato adeguatamente gli aumenti di pena per la continuazione interna. Poiché, sulla base dei calcoli indicati nella sentenza impugnata, il termine di prescrizione era maturato il 13 gennaio 2019, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione dei reati per prescrizione.

Norme richiamate

  • d.p.r. 309/1990, art. 73, comma 5

    La norma distingue ipotesi più gravi (traffico/cessione) da ipotesi attenuate come il possesso per uso personale; la Corte di cassazione, in precedente pronuncia, ha rimesso al giudice di merito la valutazione della sussistenza dell'ipotesi piu' lieve di cui al comma 5

  • codice penale, art. 131-bis

    Il ricorrente ha chiesto l'applicazione della disposizione (anche d'ufficio); dalla decisione di Cassazione non risulta una valutazione sul merito dell'applicazione di tale norma in quanto la sentenza è stata annullata per prescrizione prima che si esaurisse l'accertamento delle misure applicabili

Massime di principio

  • Se su reati commessi in forma continuata il giudice non individua con precisione il dies a quo per il calcolo della prescrizione dei singoli segmenti, la decisione può essere annullata per vizio procedurale e i reati possono estinguersi per prescrizione.
  • Le questioni già definite in una precedente sentenza di cassazione (anche se con rinvio) restano coperte dal giudicato e non possono essere rimesse in discussione se la cassazione stessa le ha definitivamente trattate.
  • La determinazione della pena per reati continuati deve indicare chiaramente la motivazione per gli aumenti connessi alla continuazione; l'omessa specificazione può incidere sul computo della prescrizione e sul controllo di legittimità.
  • La richiesta di applicazione di benefici normativi (es. art. 131-bis c.p.) dovrebbe essere affrontata dal giudice di merito; tuttavia, se la sentenza è annullata o i reati si estinguono per prescrizione, tali questioni sostanziali potrebbero non essere esaminate in Cassazione.
  • Quando l'imputato contesta la qualificazione della condotta (uso personale vs. cessione), il pubblico ministero ha l'onere di fornire prove specifiche della cessione; ma se la responsabilità è già coperta da precedente giudicato, tale contestazione può risultare preclusa.

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