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Cassazione Penale, Ordinanza n. 05675/2025 del 11/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per difetto di specificità dei motivi. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano del 18/06/2024. Dal testo emerge che il ricorso articolava almeno due motivi: il primo sosteneva che la telefonata contestata fosse frutto di un errore di digitazione del numero, poiché l'imputato avrebbe inteso chiamare un amico; il secondo censurava il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. La Corte di legittimità ha ritenuto entrambi i motivi aspecifici e non consentiti, perché non si confrontavano con la motivazione della sentenza impugnata: quanto al primo, la tesi dell'errore di digitazione non trovava riscontro negli atti né nelle dichiarazioni dell'imputato in interrogatorio; quanto al secondo, il ricorrente non si confrontava con la doppia ratio della Corte d'appello, che aveva negato l'art. 131-bis sia richiamando precedenti episodi ex art. 660 c.p. attribuiti all'imputato, sia valorizzando il contenuto della telefonata molesta, nella quale era stata menzionata la figlia deceduta della persona offesa, circostanza ritenuta di per sé incompatibile con la particolare tenuità.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere negata con motivazione plurima; chi ricorre contro tale diniego deve censurare tutte le rationes decidendi poste a base della decisione.

  • art. 660 c.p.

    I precedenti episodi di molestie/fastidio attribuiti all'imputato sono stati valorizzati per escludere la particolare tenuità del fatto.

  • art. 591 c.p.p.

    Non è espressamente citato, ma la declaratoria di inammissibilità discende dal difetto di specificità dei motivi di impugnazione in sede di legittimità.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità il ricorso deve confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata; la mera riproposizione di una diversa lettura dei fatti, senza attacco puntuale alla ratio decidendi, integra aspecificità del motivo.
  • Quando la decisione impugnata si fonda su una motivazione autonoma e plurima, il ricorrente ha l'onere di censurare tutte le rationes poste a sostegno del provvedimento, altrimenti il motivo è inammissibile.
  • Il diniego della particolare tenuità del fatto può essere sorretto anche dal richiamo a precedenti condotte dell'imputato e alla gravità concreta della condotta contestata; tali argomenti devono essere specificamente confutati nel ricorso.
  • La deduzione di una spiegazione alternativa del fatto, se priva di riscontri negli atti o nelle stesse dichiarazioni dell'imputato, non è sufficiente a superare la motivazione di merito in sede di cassazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCause di non punibilità
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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