Cassazione Civile, Ordinanza n. 15343/2023 del 31/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (società)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di rettifica doganale con cui l'ufficio contestava a una società l'importazione di coils di acciaio preverniciato dichiarati di origine vietnamita ma ritenuti di origine cinese, con conseguente applicazione di dazi antidumping. In primo grado il ricorso della società era stato accolto; in appello, invece, la decisione era stata riformata sulla base degli esiti delle indagini OLAF e della documentazione prodotta dall'Amministrazione. La società ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi: 1) violazione delle norme sulla prova documentale e presuntiva e della disciplina unionale, sostenendo che la relazione OLAF non potesse essere trattata come prova diretta dell'origine cinese, ma solo come fonte di elementi presuntivi; 2) nullità della sentenza per motivazione apparente, per non avere la CTR trascritto o indicato con precisione gli argomenti e i documenti posti a fondamento della decisione; 3) violazione delle norme sulle impugnazioni e omessa pronuncia, per avere la CTR ritenuto formato un giudicato interno su eccezioni che, secondo la ricorrente, erano state semplicemente riproposte in appello e non richiedevano appello incidentale.
La decisione
La Corte ha rigettato il primo e il secondo motivo, ritenendo infondate sia la censura sulla valenza probatoria delle indagini OLAF sia quella sulla motivazione apparente, poiché la sentenza d'appello conteneva un ragionamento intellegibile e rispettava il minimo costituzionale della motivazione. Ha invece accolto il terzo motivo, rilevando che la CTR aveva erroneamente ritenuto coperti da giudicato interno profili che non erano stati esaminati dal primo giudice e che quindi potevano essere riproposti in appello senza necessità di appello incidentale. La sentenza impugnata è stata quindi cassata limitatamente al motivo accolto e la causa è stata rinviata alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado delle Marche, in diversa composizione, anche per le spese.
Norme richiamate
art. 2699 c.c.
richiamato insieme agli artt. 2700 e 2729 c.c. per contestare la qualificazione probatoria della relazione OLAF
art. 2700 c.c.
richiamato per sostenere che la relazione OLAF non avesse efficacia di prova legale diretta
art. 2729 c.c.
richiamato per affermare che la relazione OLAF potesse al più valere come presunzione
art. 11, comma 2, reg. UE n. 883/2013
richiamato dalla ricorrente in relazione al valore degli atti dell'OLAF
art. 132 c.p.c.
invocato per denunciare la nullità della sentenza per motivazione apparente
art. 346 c.p.c.
richiamato per sostenere la corretta riproposizione in appello delle questioni non esaminate
art. 112 c.p.c.
richiamato per denunciare l'omessa pronuncia su questioni riproposte in appello
art. 220 codice doganale
indicata come una delle eccezioni riproposte e erroneamente ritenute coperte da giudicato interno
art. 345, comma 2, c.p.c.
richiamato nel principio sulle eccezioni di merito e sui limiti al rilievo officioso in appello
art. 329, comma 2, c.p.c.
richiamato nel principio sul giudicato interno formatosi su capi non impugnati
Regolamento (CEE) n. 1073/1999, art. 9, commi 2 e 3, e art. 10, comma 1
la Corte richiama il principio per cui la relazione finale OLAF ha piena rilevanza probatoria e può essere integrata da ogni documento utile e da qualsiasi informazione acquisita nel corso delle indagini
Cass. n. 2139/2020
richiamata come precedente sul valore probatorio della relazione OLAF
Cass. n. 5927/2023
richiamata sulla nozione di motivazione apparente
Sez. U, n. 11799/2017
richiamata sul rapporto tra riproposizione in appello, appello incidentale e giudicato interno
Cass. n. 14899/2022
richiamata come conferma del principio delle Sezioni Unite
Massime di principio
- La relazione finale OLAF, in materia di dazi doganali, ha piena rilevanza probatoria e non può essere degradata a semplice fonte indiziaria solo perché supportata da un ragionamento inferenziale: essa è utilizzabile unitamente agli altri documenti e informazioni acquisiti nel corso dell'indagine.
- Sussiste motivazione apparente solo quando la sentenza, pur graficamente esistente, non consente di comprendere il percorso logico-giuridico seguito dal giudice; non vi è nullità se la decisione espone in modo intellegibile le ragioni del convincimento.
- Se una questione o eccezione di merito non è stata esaminata, neppure implicitamente, dal giudice di primo grado, la parte totalmente vittoriosa non è tenuta a proporre appello incidentale, potendo limitarsi a riproporla in appello; l'appello incidentale è invece necessario quando la questione sia stata respinta espressamente o implicitamente.
- Il giudicato interno preclude la devoluzione al giudice di appello solo sui capi effettivamente decisi in primo grado; non può formarsi su questioni rimaste assorbite o non esaminate.
- In sede di appello, il mero richiamo alle difese riproposte dalla parte può essere sufficiente solo se il thema decidendum sia correttamente individuato e non vi sia violazione delle regole sulla devoluzione delle questioni.
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