Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46717/2023 del 21/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente all'omessa applicazione della pena accessoria. Ha disposto, ai sensi dell'art. 620, lett. l), cod. proc. pen., l'applicazione dell'interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni, ritenendo che la valutazione non implicasse un nuovo giudizio di merito.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava l'inosservanza degli artt. 28 e 29 cod. pen. per la mancata applicazione della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per la durata di 5 anni. Il PG osservava che la pena base per il reato di rapina (anni 5 e euro 930,00 di multa), ridotta di un terzo ai sensi dell'art. 442, comma 2, cod. proc. pen. per la scelta del rito, risultava in concreto pari ad anni 3 e mesi 4 di reclusione (quindi superiore a 3 anni), sicché doveva essere applicata l'interdizione temporanea dai pubblici uffici.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. pen.

    Riferimento generale alle pene accessorie previste dal codice penale; la Corte ha richiamato la necessità di applicare le pene accessorie quando ricorrono i presupposti normativi in relazione alla pena concreta inflitta.

  • art. 29 cod. pen.

    Norma che disciplina l'interdizione dai pubblici uffici come pena accessoria; interpretata nel senso che la sua applicazione dipende dalla durata della pena principale così come effettivamente irrogata in concreto.

  • art. 442, comma 2, cod. proc. pen.

    Prevede la diminuzione di un terzo della pena per la scelta del rito (patteggiamento); la Corte ha considerato tale riduzione per determinare la pena concreta da confrontare con la soglia prevista per l'applicazione dell'interdizione.

  • art. 620, lett. l), cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di Cassazione di annullare senza rinvio e di adottare direttamente specifiche statuizioni che non implicano un nuovo accertamento di merito; la Corte lo ha usato per disporre direttamente l'interdizione dai pubblici uffici.

  • Sez. U, n. 8411 del 27/05/1998 (Ishaka) e giurisprudenza successiva (Sez. 5, n. 28584 del 14/03/2017 Di Corrado; Sez. 1, n. 4472 del 13/01/2023 D'Alterio)

    Principio consolidato secondo cui, ai fini dell'applicazione della pena accessoria, si deve fare riferimento alla pena principale effettivamente inflitta in concreto (anche dopo le diminuzioni per il rito). La Corte ha richiamato detta giurisprudenza per motivare l'annullamento.

Massime di principio

  • Per l'applicazione di una pena accessoria va considerata la pena principale concreta effettivamente irrogata, cioè dopo eventuali diminuzioni (es. per scelta del rito), non la pena teorica o base non ridotta.
  • Se la pena concreta supera la soglia prevista dalla norma per l'applicazione automatica di una pena accessoria (per es. oltre 3 anni per l'interdizione temporanea), il giudice deve applicarla d'ufficio.
  • La Corte di Cassazione può, quando l'omissione riguarda una statuizione di carattere formale e non richiede nuovo accertamento di merito, annullare senza rinvio e disporre direttamente l'applicazione della pena accessoria ai sensi dell'art. 620 c.p.p.
  • In fase di calcolo bisogna sempre applicare le riduzioni previste (patteggiamento, concorso di persone, attenuanti applicate) prima di controllare il superamento delle soglie previste per le pene accessorie.
  • Chi impugna l'omissione di una pena accessoria deve dimostrare che, valutata la pena come applicata in concreto, ricorra il presupposto per l'accessorio; in caso affermativo la stessa omissione può essere sanata anche in Cassazione senza rinvio.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.