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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15727/2026 del 30/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La societa ricorrente ha impugnato l'ordinanza del tribunale del riesame di Monza che aveva rigettato la richiesta di restituzione dell'autocarro sequestrato. Ha dedotto quattro motivi: 1) violazione di legge processuale per avere limitato le deduzioni del terzo ai soli profili di titolarita, estraneita al reato e buona fede, impedendole di contestare fumus e periculum; 2) violazione dell'art. 321 c.p.p. e della disciplina sulla confisca obbligatoria del veicolo, sostenendo che il periculum fosse venuto meno a seguito della risoluzione del contratto di comodato e della revoca delle autorizzazioni d'uso e che non era stata verificata la possibilita di misure meno afflittive; 3) erronea valutazione della prova della buona fede e dell'assenza di concorso nella condotta illecita, ritenendo insufficienti circostanze quali la risoluzione del comodato, la proprieta del veicolo e la revoca dell'autorizzazione all'uso; 4) carenza di motivazione sui profili decisivi del periculum e della buona fede e mancata valutazione di misure meno afflittive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito l'orientamento prevalente secondo il quale il terzo proprietario che chiede la restituzione del bene sottoposto a sequestro preventivo puo contestare soltanto la titolarita o la disponibilita effettiva del bene, la sua estraneita concorsuale rispetto all'indagato e la propria buona fede, ma non i presupposti soggettivi e oggettivi della misura ablativa (fumus commissi delicti e periculum), che sono deducibili solo dall'indagato/proposto. Le doglianze relative alla proporzionalita della misura, alla sussistenza del periculum e ad altre questioni inerenti i presupposti del sequestro sono state ritenute estranee alla legittimazione del terzo e quindi inammissibili. Conseguentemente il ricorso e stato respinto; la ricorrente e stata condannata alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e a versare in via equitativa euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 321 c.p.p.

    Richiamato in relazione alla disciplina del sequestro preventivo e della confisca obbligatoria del veicolo; la Corte ha esaminato le censure ma ha ritenuto che il terzo non possa sindacare i presupposti della misura

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma citata quale base per l'imposizione delle spese del procedimento alla parte soccombente; la Corte ha disposto che la ricorrente sostenga le spese ai sensi di tale articolo

  • art. 568, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamato per il principio dell'interesse a impugnare: l'interesse deve essere correlato agli effetti primari e diretti del provvedimento e alla concreta utilita dell'impugnazione

  • Direttiva 2024/1260/UE del 24 aprile 2024

    Citata a supporto della tutela del reale proprietario quale terzo, prevedendo il diritto dei reali proprietari di rivendicare la proprieta del bene nell'ambito delle statuizioni di confisca

  • Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalita organizzata transnazionale (art. 12)

    Richiamata insieme ad altre convenzioni internazionali per confortare il principio che i terzi in buona fede non possono essere indebitamente pregiudicati dal sequestro/confisca e possono rivendicare i propri diritti

  • Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (art. 31)

    Richiamata quale fonte di principio per la tutela dei terzi in buona fede rispetto a misure ablative

  • Convenzione del Consiglio d'Europa sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato (artt. 22 e 27)

    Richiamata per l'enunciazione della possibilita per i terzi di rivendicare i propri diritti con documenti comprovanti la situazione giuridica

Massime di principio

  • Il terzo proprietario di un bene sottoposto a sequestro preventivo puo contestare prevalentemente la titolarita/diponibilita effettiva del bene, l'assenza di collegamento concorsuale con l'indagato e la propria buona fede; non puo, invece, sindacare in via diretta i presupposti della misura (fumus delicti e periculum), che spettano all'indagato o al proposto contestare.
  • Se si e terzi proprietari, la strategia difensiva deve quindi concentrarsi su prove documentali robuste della proprieta, di eventuali cessazioni dell'uso (es. risoluzioni contratto di comodato, revoche di autorizzazioni), e della diligenza adottata per evitare l'uso illecito del bene; tuttavia la mera produzione di tali atti puo essere ritenuta insufficiente dal giudice.
  • Per impugnare la sussistenza del fumus e del periculum e per ottenere la restituzione del bene su tali basi, e necessario che l'interessato sia l'indagato/proposto o che venga svolta azione che metta direttamente in discussione i presupposti della misura nella sede e dalla parte legittimata a farlo.
  • Le corti richiamano anche l'obbligo di verifica della proporzionalita e della graduazione delle misure; pero la possibilita di sollevare tale questione in sede di ricorso da parte del terzo e limitata, essendo collegata ai presupposti del sequestro che il terzo non puo sindacare direttamente.
  • I terzi in buona fede trovano tutela in strumenti internazionali e in normativa europea: quando si agisce come terzo, e fondamentale documentare in modo chiaro e tempestivo la buona fede e la mancata partecipazione al reato per poter rivendicare i propri diritti nei procedimenti ablatorii.

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