Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37358/2024 del 10/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva convalidato l'arresto e applicato gli arresti domiciliari per il reato relativo alla detenzione, insieme al coimputato Del Grande Luca, di cocaina (2,23 g) e hashish (23,74 g). Il ricorrente deduceva violazione di legge e carenza di motivazione in ordine alla gravità degli indizi sulla sua responsabilità, sostenendo che Del Grande si era assunto l'esclusiva responsabilità della detenzione e che il Tribunale aveva basato la sua decisione su mere congetture (incongruenze tra la versione dichiarata dal ricorrente — di dare un passaggio e andare a prendere i figli — e la disponibilità di un'auto omologata per due persone presa a noleggio a fronte di presunte modeste condizioni reddituali).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Roma ai sensi dell'art. 309, comma 7, c.p.p. Motivazione: l'ordinanza impugnata ha desunto il concorso del ricorrente in modo apodittico e congetturale da elementi non significativi (trasporto del coimputato, incongruità economiche e disponibilità dell'auto) senza dare alcuna argomentazione che colleghi la condotta materiale del Guida alla consapevolezza della detenzione dello stupefacente e alla volontà di partecipare alla condotta criminosa. La Corte ha altresì rilevato che le perquisizioni avevano trovato materiale di confezionamento presso l'abitazione del Del Grande e nulla presso l'abitazione del Guida, elemento che indebolisce l'attribuzione del possesso al ricorrente.

Norme richiamate

  • artt. 110 cod. pen.

    Richiamato come norma sul concorso di persone nel reato; la Corte ha ritenuto che, per affermare il concorso, fosse necessaria una motivazione che dimostrasse il contributo volontario e la consapevolezza del ricorrente, non desumibile da mere congetture.

  • art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990

    Norma sulla disciplina delle sostanze stupefacenti e psicotrope cui si riferisce il reato contestato; la Corte ha valutato la qualificazione della condotta di detenzione alla luce delle risultanze investigative e della necessità di prova o indizi concreti per attribuire la responsabilità.

  • art. 309, comma 7, c.p.p.

    Norma procedurale che disciplina l'annullamento e il rinvio per nuovo giudizio; la Corte ha disposto il rinvio al Tribunale per un nuovo esame perché l'originaria ordinanza era viziata da insufficiente motivazione.

Massime di principio

  • La mera presenza di una persona a bordo di un veicolo in cui viene rinvenuta sostanza stupefacente non è di per sé sufficiente a provare il concorso nella detenzione: occorrono elementi specifici che colleghino la condotta materiale alla consapevolezza e alla volontà di partecipare al reato.
  • Argomentazioni fondate su congetture (es. presunta incompatibilità tra spese per l'auto e condizioni economiche del soggetto) non possono sostituire un'apprezzabile motivazione che dimostri il nesso psicologico e materiale tra l'imputato e la sostanza stupefacente.
  • La valutazione della responsabilità concorrente richiede una correlazione logica e motivata tra i fatti accertati (es. rinvenimento di droga presso l'abitazione di un coimputato, esito delle perquisizioni, ruolo effettivo tenuto durante gli spostamenti) e la qualificazione penale; l'assenza di riscontri concreti può determinare l'annullamento dell'atto cautelare.
  • Il giudice deve esplicitare in motivazione perché ritiene che determinati indizi siano sufficienti a ritenere l'esistenza del concorso: senza questa spiegazione il provvedimento è affetto da vizio e può essere cassato con rinvio.
  • In presenza di responsabilità esclusiva assunta da un coimputato e di assenza di riscontri nei confronti dell'imputato (perquisizioni negative, elementi probatori deboli), è più probabile che l'atto cautelare venga ritenuto ingiustificato se basato su valutazioni congetturali.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.