Risposta n. 142 del 13/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeTrattamento IVA dei rimborsi alla società per personale in comando presso una struttura commissariale
Il quesito
Il Commissario chiede se le somme rimborsate alla società ALFA per le retribuzioni principali e accessorie del personale posto in comando presso la struttura commissariale debbano essere escluse da IVA ai sensi dell'articolo 15 del DPR n. 633/1972 oppure assoggettate a IVA alla luce della nuova disciplina sui distacchi/prestiti di personale introdotta dal d.l. n. 131/2024.
Soluzione prospettata dal contribuente
L'Istante sostiene che il comando di personale, essendo disposto nell'esclusivo interesse della struttura utilizzatrice e prevedendo il mero rimborso dei costi sostenuti dalla società di appartenenza, non integri una prestazione di servizi imponibile ai fini IVA; pertanto le somme resterebbero escluse da IVA. Richiama l'articolo 15 del decreto IVA, l'articolo 16-ter del d.l. n. 131/2024 e la circolare n. 5/E del 2025, evidenziando che la nuova disciplina riguarderebbe distacco/prestito e altre forme di messa a disposizione del personale, senza menzionare il comando.
Il parere dell’Agenzia
L'Agenzia conclude che, nel caso esaminato, i rimborsi delle retribuzioni principali e accessorie corrisposti dall'Istante alla società ALFA costituiscono il corrispettivo di una prestazione di servizi e sono quindi imponibili IVA, per gli accordi stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2025. Rileva la sussistenza dei presupposti soggettivo e oggettivo dell'imposta e afferma che il comando di personale, pur essendo istituto distinto, è fiscalmente riconducibile alla disciplina dei distacchi/prestiti di personale quando vi sia un nesso diretto tra messa a disposizione del personale e rimborso integrale dei costi sostenuti.
Trattamento IVA dei rimborsi per personale in comando presso una struttura commissariale
L'interpello riguarda il trattamento IVA delle somme che una struttura commissariale rimborsa a una società di capitali per il personale posto in posizione di comando. Il caso si colloca nel quadro normativo che disciplina l'operatività dei Commissari di Governo e l'utilizzo di personale proveniente da altre amministrazioni o società pubbliche.
Contesto e fattispecie
Il Commissario di Governo rappresenta di operare tramite una struttura commissariale priva di personale di ruolo, avvalendosi esclusivamente di dipendenti di altre amministrazioni o società, posti in comando a tempo pieno o parziale. Il costo del personale viene sostenuto dall'ente o società di appartenenza e poi integralmente rimborsato dalla struttura commissariale.
L'istanza chiarisce che la società ALFA, titolare del rapporto di lavoro, corrisponde al dipendente sia la retribuzione principale sia, nei casi indicati, quella accessoria, salvo rimborso integrale da parte del Commissario. Il rimborso comprende, secondo quanto esposto, stipendi, indennità di amministrazione, indennità di responsabilità, straordinari, oneri contributivi a carico dell'ente e IRAP.
Quesito posto all'Agenzia
Il quesito verte sulla qualificazione IVA delle somme rimborsate alla società ALFA: il Commissario chiede se tali importi debbano continuare a essere esclusi da IVA come meri rimborsi di costo oppure se, alla luce del nuovo regime introdotto dal d.l. n. 131/2024, debbano essere assoggettati a imposta.
Soluzione interpretativa del contribuente
Secondo l'Istante, il comando di personale non integra una prestazione di servizi imponibile ai sensi dell'articolo 3 del DPR n. 633/1972. La struttura commissariale richiama la distinzione tra distacco/prestito e comando:
- nel distacco il dipendente opera nell'interesse dell'amministrazione distaccante e si configura un servizio reso a favore dell'ente che utilizza il personale;
- nel comando il dipendente opera nell'esclusivo interesse dell'ente utilizzatore, con mero rimborso della retribuzione anticipata dall'ente di appartenenza.
L'Istante ritiene quindi che il comando, fondato su una lex specialis, non sia assimilabile alle prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA. A sostegno della tesi richiama l'articolo 16-ter del d.l. n. 131/2024 e la circolare n. 5/E del 16 maggio 2025, osservando che tali fonti parlano di prestiti, distacchi e altre forme di messa a disposizione del personale, senza menzionare espressamente il comando.
Normativa e prassi richiamate
L'Agenzia richiama:
- l'articolo 1 del DPR n. 633/1972, che individua i presupposti soggettivo, oggettivo e territoriale dell'IVA;
- l'articolo 4 del DPR n. 633/1972, per il presupposto soggettivo, con specifico riferimento all'esercizio di impresa e alle società di capitali;
- l'articolo 3 del DPR n. 633/1972, che include tra le prestazioni di servizi quelle rese verso corrispettivo;
- l'articolo 56 del DPR n. 3/1957, che disciplina il comando nella pubblica amministrazione;
- l'articolo 19, comma 9-bis, del d.lgs. n. 175/2016, che estende la disciplina anche ai dipendenti di società a controllo pubblico;
- l'articolo 16-ter del d.l. n. 131/2024, che ha abrogato l'articolo 8, comma 35, della legge n. 67/1988;
- la circolare n. 5/E del 2025, che ha chiarito che, per le operazioni stipulate o rinnovate dal 1° gennaio 2025, anche il distacco o prestito di personale effettuato verso corrispettivo pari al mero rimborso dei costi rientra nel campo IVA;
- la sentenza della CGUE dell'11 marzo 2020, causa C-94/19, richiamata dalla prassi per il criterio del nesso diretto tra prestazione e corrispettivo.
Valutazione dell'Agenzia sulla fattispecie
L'Agenzia precisa preliminarmente che il parere è reso assumendo come dato di fatto che il rapporto sia effettivamente regolato dall'istituto del comando di personale descritto dall'Istante. Sulla base della documentazione integrativa emerge che:
- il Commissario richiede il nulla osta all'amministrazione di appartenenza del dipendente;
- in caso di accoglimento, viene emessa la disposizione commissariale di comando;
- si concordano decorrenza e, di norma, scadenza, con possibilità di rinnovo;
- la società ALFA continua a erogare le retribuzioni principali e accessorie, che le vengono rimborsate integralmente dal Commissario.
Secondo l'Agenzia, questa struttura economica realizza un nesso diretto tra la messa a disposizione del personale e il pagamento del rimborso. Il fatto che il personale presti servizio nell'interesse esclusivo della struttura commissariale non esclude la rilevanza IVA dell'operazione, perché tale caratteristica è compatibile con l'istituto del comando e non impedisce di ricondurlo, sul piano fiscale, ai principi affermati dalla giurisprudenza unionale e dalla prassi sui distacchi/prestiti di personale.
Soluzione interpretativa dell'Agenzia
L'Agenzia ritiene che, anche nel caso del comando di personale:
- sussistano i presupposti soggettivo e oggettivo dell'IVA, in quanto la società ALFA è soggetto passivo e la messa a disposizione del personale integra una prestazione di servizi verso corrispettivo;
- il rimborso integrale delle retribuzioni principali e accessorie costituisca il corrispettivo dell'operazione;
- non assuma rilievo il fatto che il corrispettivo copra il solo costo sostenuto, senza margine di utile.
La base imponibile comprende l'intero importo rimborsato, inclusa l'eventuale quota relativa ai costi del personale.
Parere conclusivo
L'Agenzia conclude che, per gli accordi stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2025, le somme dovute dal Commissario alla società ALFA a titolo di rimborso delle retribuzioni principali e accessorie del personale comandato costituiscono corrispettivo di una prestazione di servizi e devono essere assoggettate a IVA. Il parere è reso nei limiti dei fatti rappresentati e resta fermo il potere di controllo dell'Amministrazione finanziaria.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Agenzia delle Entrate, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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