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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39573/2022 del 19/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della condanna per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio (art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990). Primo motivo: censura dell'assunto secondo cui il ritrovamento di un bilancino elettronico di precisione in abitazione dimostrerebbe di per sé la destinazione allo spaccio della cocaina sequestrata (kg 0,05338). Secondo motivo: contestazione dell'applicazione dell'art. 159 c.p. (prescrizione), per computo errato delle sospensioni del termine prescrizionale (due anni e ventisette giorni) senza specificazione del titolo e della durata delle sospensioni.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Sulla prima censura la Corte di cassazione ha ritenuto legittima la valutazione della Corte d'appello che ha dato rilievo al peso non trascurabile della sostanza (53,38 g) in combinazione con il rinvenimento del bilancino, come elementi probatori correlati a finalità di cessione, pur riconoscendo il fatto di lieve entità in ragione delle modalita' di detenzione poco organizzate e dell'assenza di altri indici (denaro, strumenti per il taglio, occultamento). Sulla seconda censura la Corte ha dichiarato il motivo aspecifico e meramente esplorativo, rilevando che il ricorrente non ha indicato quali sospensioni sarebbero state calcolate erroneamente né i provvedimenti che le hanno disposte; perciò non è possibile sindacare in cassazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 5

    La norma sul "fatto di lieve entità" è stata applicata in senso favorevole all'imputato dalla Corte territoriale; tuttavia la Corte ha ritenuto che il peso della sostanza (53,38 g) unitamente al ritrovamento del bilancino potessero legittimamente concorrere alla valutazione della destinazione a cessione, pur consentendo una qualificazione attenuata del reato se ricorrono modalità detentive poco organizzate.

  • codice penale, art. 159

    La norma sulla prescrizione è stata richiamata dal ricorrente ma la Corte di cassazione ha precisato che per sindacare il computo è necessaria una contestazione specifica delle singole sospensioni (titolo, durata e provvedimenti). Una deduzione generica circa un presunto errore nel conteggio è inammissibile.

Massime di principio

  • Il possesso di una quantità non trascurabile di stupefacente (anche se inferiore a soglie elevate) unitamente al ritrovamento di un bilancino di precisione può legittimamente essere valutato come indice della destinazione alla cessione: non è il bilancino da solo ma la correlazione di elementi che conta.
  • L'assenza di altri indici (denaro, strumenti per il taglio, confezionamento o occultamento) può mitigare la valutazione, ma non basta necessariamente a escludere la destinazione allo spaccio se il dato ponderale è significativo.
  • Per ottenere la declaratoria di prescrizione contestando le sospensioni del termine è necessario indicare puntualmente quali periodi siano stati computati, a quali provvedimenti si riferiscano e perché sarebbero illegittimi; censure generiche sono inammissibili in Cassazione.
  • La strategia difensiva che mira a dimostrare uso personale deve puntare su elementi concreti (ad es. consumo abituale, modalita' compatibili con uso personale, frazionamento in dosi non riscontrato, condivisione con terzi provata) e contestare in modo specifico la rilevanza probatoria del peso trovato.
  • La Corte di legittimità non sostituisce i giudici di merito nell'esame degli elementi di fatto: va proposta impugnazione con motivi specifici e circostanziati per consentire il sindacato in Cassazione.

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