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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 434/2024 del 05/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva respinto il reclamo contro il diniego del permesso premio richiesto dal condannato. Il ricorrente deduce vizio di motivazione sostenendo che l'ordinanza non ha valutato positivamente elementi a suo favore presenti negli atti: costante partecipazione ad attività di solidarietà sociale, lavoro di pubblica utilità, mancati rapporti epistolari con altri detenuti, sostegno economico solo dalla famiglia, assenza di rilievi durante precedenti permessi di necessità, prossimità del termine pena (meno di tre anni), e la presunta impossibilità di adempiere agli obblighi civili derivanti dalla condanna; afferma inoltre l'assenza del pericolo di ripristino di collegamenti con la criminalità organizzata.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il punto controverso fosse la sussistenza dell'assenza di pericolosità sociale: mentre la regolare condotta e la funzionalità del permesso risultavano pacifiche, mancava una adeguata rivisitazione critica delle condotte pregresse da parte del detenuto (assenza di contatto con le vittime, mancato avvio di percorsi di giustizia riparativa o risarcimento). La Corte ha ritenuto non illogico preferire tali elementi oggettivi agli elementi favorevoli e autoriferiti indicati dal ricorrente. La dedotta impossibilità economica a risarcire non ha inficiato la decisione, poiché sono percorribili strumenti alternativi di giustizia riparativa. Conseguentemente il ricorso è infondato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 30-ter ord. pen.

    ai condannati che hanno tenuto regolare condotta ai sensi del successivo comma 8 e che non risultano socialmente pericolosi, il magistrato di sorveglianza, sentito il direttore dell'istituto, può concedere permessi premio di durata non superiore ogni volta a quindici giorni per consentire di coltivare interessi affettivi, culturali o di lavoro

    La norma impone tre requisiti per il permesso premio: regolare condotta, assenza di pericolosità sociale e funzionalità del permesso. L'assenza di pericolosità sociale può essere valutata anche attraverso la verifica di una concreta rivisitazione critica delle condotte pregresse (contatto con le vittime, percorsi di giustizia riparativa, riduzione del danno). La mera partecipazione ad attività sociali o l'assenza di rapporti epistolari sono elementi positivi ma non necessariamente sufficienti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese del procedimento in caso di rigetto del ricorso; applicata qui per addebitare al ricorrente le spese processuali.

Massime di principio

  • Per ottenere un permesso premio è necessario non solo dimostrare regolare condotta e attività positive in carcere, ma soprattutto fornire prove oggettive di una rivisitazione critica delle condotte criminose pregresse.
  • La disponibilità verso le vittime e il percorso di riparazione del danno (contatti con le vittime, mediazione, offerte concrete di risarcimento o percorsi alternativi) costituiscono elementi qualificanti per dimostrare l'assenza di pericolosità sociale.
  • Dichiarazioni autoreferenziali o documenti che non siano autosufficienti e verificabili rischiano di avere scarso peso; è preferibile allegare atti, certificazioni o iniziative concrete (es. protocolli di mediazione, attestazioni di programmi di giustizia riparativa).
  • L'impossibilità economica di adempiere agli obblighi civili non esime dall'esigenza di percorsi riparativi alternativi: il giudice valuta anche soluzioni non patrimoniali per la riduzione del danno.
  • La semplice vicinanza al termine pena o la partecipazione ad attività sociali non sono di per sé determinanti se manca prova della trasformazione morale e della riduzione del rischio di recidiva.
  • In sede di reclamo/ricorso è importante che le deduzioni siano autosufficienti e corredate da elementi di fatto documentati; le argomentazioni nuove non adeguatamente provate possono essere ritenute inidonee.

Testo integrale

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