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Sentenza

Sentenza n. 1224/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento del Comune di Positano prot. n. 5144 del 17.03.2026, notificato in pari data, con il quale è stato negato l'accesso agli atti richiesto dal ricorrente con istanza prot. n. 3174 del 12.02.2026, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale, ancorché non conosciuto.

Giustizia amministrativa202600759

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: diniego e mancato riscontro sull'istanza di accesso alle pratiche edilizie autorizzative o sanzionatorie relative all'immobile del vicino

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente accesso)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto al Comune di Positano l'accesso alle pratiche edilizie autorizzative o sanzionatorie relative al fabbricato del vicino. L'Area tecnica-edilizia privata ha comunicato che presso il proprio ufficio non risultavano pratiche del genere richiesto e ha riferito di avere trasmesso l'istanza alla Polizia municipale per competenza. Quest'ultima, a seguito di sollecito, ha dichiarato di non avere ricevuto la richiesta, senza fornire ulteriori riscontri. Il controinteressato ha eccepito l'inammissibilità dell'istanza quale reiterazione di una precedente richiesta del 2024 e ha sostenuto che il proprio immobile non era stato interessato da interventi edilizi. Il ricorrente ha contestato il diniego e il mancato definitivo riscontro da parte dell'amministrazione comunale.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha respinto l'eccezione di inammissibilità, rilevando che lo stesso controinteressato aveva riconosciuto la diversa motivazione della nuova istanza rispetto a quella presentata nel 2024. Il Collegio ha ritenuto che la risposta dell'Area tecnica-edilizia privata costituisse soltanto un parziale riscontro formale, poiché il mancato reperimento degli atti presso quell'ufficio non equivaleva a una decisione definitiva sull'istanza, indirizzata al Comune nella sua interezza. Ne consegueva l'obbligo del Comune di acquisire il riscontro della Polizia municipale e di provvedere complessivamente sull'istanza entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. È stato nominato quale commissario ad acta il segretario comunale, con compenso di 500 euro a carico del Comune in caso di inottemperanza e su istanza di parte. Le spese sono state compensate in ragione della natura formale della decisione.

Massime di principio

  • Quando un'istanza di accesso è indirizzata all'amministrazione nel suo complesso, il riscontro fornito da un singolo ufficio che dichiari di non detenere gli atti non esaurisce l'obbligo provvedimentale dell'amministrazione, se l'istanza è stata trasmessa o deve essere verificata presso un'altra articolazione competente.
  • Il mancato reperimento dei documenti presso l'ufficio destinatario non costituisce, di per sé, un diniego definitivo dell'accesso quando l'amministrazione non abbia completato le verifiche presso gli altri uffici potenzialmente detentori degli atti.
  • La reiterazione di una precedente istanza di accesso non determina l'inammissibilità della nuova domanda quando essa presenta una motivazione diversa e non coincide, quindi, con la precedente richiesta sotto il profilo sostanziale.
  • In caso di accoglimento dell'azione avverso il mancato completo riscontro a un'istanza di accesso, il giudice può ordinare all'amministrazione di provvedere entro un termine e nominare contestualmente un commissario ad acta per l'eventuale inottemperanza, su istanza di parte.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleGiudizio di ottemperanza
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiTrasparenza e pubblicitàLegittimazione e interesse a ricorrereOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

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