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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6852/2024 del 15/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di L'Aquila che aveva rigettato il riesame disposto contro l'ordinanza del GIP del Tribunale di Teramo del 29/07/2023. L'imputato era sottoposto a custodia cautelare in carcere per tre contestazioni di detenzione e cessione illecita di sostanze stupefacenti (capi C, D ed E). Il motivo unico del ricorso lamentava la mancata autonoma valutazione, da parte del giudice per le indagini preliminari, dei gravi indizi di responsabilità: si sosteneva che il GIP si era limitato a recepire acriticamente le richieste del pubblico ministero senza compiere il necessario vaglio critico delle risultanze investigative.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. Ha ritenuto che il ricorrente non avesse indicato i vizi di legittimità ai sensi dell'art. 606 c.p.p. né avesse analizzato le risultanze, gli elementi a carico, il contenuto dell'ordinanza impugnata o le ragioni del riesame in modo da permettere la verifica della presunta omissione. La Corte ha inoltre osservato che il Tribunale di L'Aquila aveva correttamente rilevato nell'ordinanza cautelare una autonoma rielaborazione e valutazione del materiale investigativo da parte del GIP, con indicazione degli elementi di prova a sostegno delle contestazioni. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende; inoltre è disposta la trasmissione di copia del provvedimento al Direttore dell'Istituto Penitenziario competente.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    La Corte applica il criterio di ammissibilità: il ricorso in cassazione deve indicare i vizi di legittimità dedotti e le relative ragioni; la genericità della doglianza comporta l'inammissibilità.

  • art. 292 cod. proc. pen.

    Richiamato quanto ai requisiti per l'applicazione della misura cautelare (gravi indizi e esigenze cautelari); la Corte richiede che la doglianza dimostri come l'omessa autonoma valutazione avrebbe impedito apprezzamenti diversi.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per gli effetti della declaratoria di inammissibilità: imposizione delle spese processuali e del versamento in favore della Cassa delle Ammende.

Massime di principio

  • In cassazione il ricorso non può limitarsi a enunciare una carenza generica: occorre indicare esattamente i vizi di legittimità dedotti (art. 606 c.p.p.) e motivare come e perché tali vizi hanno inciso sul provvedimento impugnato.
  • Quando si contesta la mancata autonoma valutazione del giudice per le indagini preliminari, bisogna indicare i passaggi specifici dell'ordinanza che sarebbero pedissequi alla richiesta del PM e spiegare quali valutazioni alternative avrebbero potuto condurre a decisioni diverse.
  • La mera ripetizione di una doglianza già formulata al riesame, senza analisi puntuale delle risultanze e del provvedimento impugnato, è insufficiente: la Corte può dichiarare il ricorso inammissibile per genericità.
  • Se il tribunale del riesame ha documentato con adeguata motivazione la rielaborazione autonoma delle risultanze (rielencando elementi probatori e spiegando il nesso a carico dell'indagato), la censura di 'mancata autonomia' difficilmente potrà essere accolta senza precisa comparazione testuale.
  • Per prevenire sanzioni e la condanna al versamento alla Cassa delle Ammende, è opportuno che il difensore in cassazione presenti un ricorso dettagliato, con riferimenti puntuali alle pagine e ai passaggi dell'ordinanza impugnata e con argomentazioni giuridiche certi su come l'errore giuridico o logico abbia alterato la decisione.
  • In fase di impugnazione di provvedimenti cautelari è utile valorizzare la normativa sui requisiti della misura (es. art. 292 c.p.p.) e la giurisprudenza di legittimità che richiede l'indicazione degli aspetti della motivazione che avrebbero potuto condurre a conclusioni diverse.

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