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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7105/2022 del 01/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato dovuta alla morte dell'imputato. È stata acquisita la certificazione della morte (12 ottobre 2021) e ritenuto che ricorra causa estintiva ai sensi dell'art. 129 c.p.p. e art. 150 c.p.; la condanna pronunciata prima dell'evento estintivo è stata annullata. Decisione del 25 gennaio 2022

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Appello avverso la statuizione accessoria della revoca della patente di guida. Il ricorrente, tramite difensore, deduceva violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla revoca della patente: richiamava l'intervento del giudice delle leggi sull'illegittimità dell'automatica applicazione della sanzione accessoria più afflittiva nei casi di omicidio e lesioni colpose stradali non aggravati; contestava inoltre l'abnormità della decisione rispetto all'art. 222, comma 3, del codice della strada (che limita la revoca ai casi di recidiva reiterata specifica nel quinquennio), osservando che il precedente valorizzato dal giudice risaliva a 38 anni prima e che il giudice non avrebbe valutato la gravità della condotta

Norme richiamate

  • art. 590-bis, c. 1, cod. pen.

    Indicazione del reato contestato (reato oggetto della condanna). La sentenza non approfondisce una specifica interpretazione normativa di tale articolo oltre a riconoscerlo come titolo di responsabilità penale

  • art. 222, c. 3, codice della strada

    Richiamato dalla difesa per sostenere che la revoca della patente è prevista per recidiva reiterata specifica nel quinquennio; la difesa censurava l'uso di un precedente risalente a 38 anni prima come elemento giustificativo della revoca

  • art. 129, cod. proc. pen.

    Applicato dalla Corte per affermare che la morte dell'imputato comporta l'impossibilità di proseguire il procedimento e impone il proscioglimento in ogni stato e grado del giudizio

  • art. 150, cod. pen.

    Rilevato quale causa normativa di estinzione del reato per morte dell'imputato; ha determinato l'annullamento della sentenza di condanna emessa prima dell'evento estintivo

Massime di principio

  • La morte dell'imputato durante il processo estingue il reato e impone l'annullamento delle condanne pronunciate prima dell'evento estintivo (art. 129 c.p.p. e art. 150 c.p.).
  • Se sopravviene l'evento estintivo (morte), il giudice di legittimità deve annullare senza rinvio la sentenza di condanna per l'estinzione del reato; le questioni sostanziali sollevate sul merito restano ininfluenti rispetto all'estinzione.
  • Nel merito delle sanzioni accessorie (es. revoca della patente), il giudice deve rispettare i limiti previsti dal codice della strada (art. 222 c.3): la revoca non può essere automaticamente applicata se non ricorrono i presupposti normativi, come la recidiva specifica nel quinquennio, e richiede valutazione della gravità e della personalità del conducente.
  • Le censure fondate su abnormità o mancanza di valutazione della gravità della condotta richiedono che il giudice motivi adeguatamente la scelta di una sanzione accessoria e il valore dei precedenti; l'utilizzo di precedenti molto remoti senza adeguata giustificazione può essere censurabile.
  • Quando si propone ricorso in Cassazione, la morte del ricorrente nel corso del giudizio modifica radicalmente l'oggetto del processo: è opportuno trasmettere tempestivamente la certificazione di morte per consentire la declaratoria di estinzione prima della pronuncia finale ove possibile.

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