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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10933/2022 del 25/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente chiedeva l'applicazione della disciplina della continuazione (art. 671 c.p.p.) rispetto a condanne definitive per più furti commessi in momenti diversi. Il giudice dell'esecuzione rigettava l'istanza ritenendo che i reati non fossero contigui cronologicamente e che, piuttosto, emergesse una abitualita criminosa. Rummo impugnava denunciando violazione e erronea applicazione delle norme penali e processuali e carenza/illogicita della motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza del requisito di specificita previsto per il ricorso per cassazione. Ha ritenuto che il ricorso conteneva critiche generiche sulla motivazione e non dimostrava un evidente travisamento o illogicita manifesta della motivazione del giudice dell'esecuzione. Ha osservato che la distanza cronologica tra i fatti (2012, 2014, 2019) conferma l'esclusione di un medesimo disegno criminoso. Il ricorrente e stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma sulla continuazione delle pene per reati commessi con piu fatti che costituiscono un disegno criminoso unitario. Nel caso la Corte ha ritenuto che non sussistessero gli elementi di contiguita e di un unico disegno criminoso ma piuttosto elementi di abitualita.

  • art. 81 cod. pen.

    Riguarda il concorso di persone nel reato e la determinazione delle pene per reati riconducibili a un medesimo disegno criminoso. La Corte non ha rilevato inesatta applicazione in ordine alla qualificazione dei fatti come continuazione.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma di coordinamento applicativa delle disposizioni processuali. Il ricorso lamentava violazioni ma la Corte non ha ravvisato una concreta ricaduta sul provvedimento impugnato.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Il primo comma indica i motivi di ricorso per cassazione; il comma 3 disciplina l'inammissibilita per difetto di specificita. La Corte ha applicato il criterio di specificita e dichiarato il ricorso inammissibile ai sensi del comma 3.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo di condanna alle spese processuali in caso di rigetto o inammissibilita del ricorso. La Corte ha condannato il ricorrente alle spese.

  • Corte cost. n. 186 del 2000

    Principio citato in relazione alla possibile colpa nell'impugnazione. La Corte di cassazione ha ritenuto non escludibile la colpa nella proposizione dell'impugnazione e ha ordinato il pagamento alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Per ottenere il riconoscimento della continuazione e necessario dimostrare non solo reati dello stesso tipo ma anche contiguita cronologica e la sussistenza di un medesimo disegno criminoso; lunghe distanze temporali possono supportare l'esclusione della continuazione e l'esistenza di abitualita.
  • In Cassazione i vizi di motivazione devono essere prospettati con specificita: occorre indicare e dimostrare un evidente travisamento o una illogicita manifesta della motivazione del giudice perche il ricorso sia ammissibile.
  • Le critiche generiche o le mere richieste di riconsiderazione degli elementi probatori non soddisfano il requisito di specificita e possono determinare l'inammissibilita del ricorso.
  • Il ricorrente che propone impugnazioni prive di basi specifiche corre il rischio di condanna alle spese e, se la fattispecie e ritenuta colposa, anche al versamento in favore della Cassa delle ammende.
  • Nelle impugnazioni avverso decisioni del giudice dell'esecuzione e utile valorizzare elementi oggettivi e temporali che dimostrino un collegamento univoco tra i fatti, non limitandosi a deduzioni generiche sull'esistenza di un progetto criminoso comune.

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