Cassazione Penale, Sentenza n. 23960/2025 del 27/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello di Milano che aveva omesso di concedere la sostituzione della pena detentiva breve con la detenzione domiciliare nonostante, secondo la difesa, l'accordo tra le parti prevedeva la conversione della pena in detenzione domiciliare. Si denunciava altresì la mancata pronuncia sul punto nel dispositivo, la mancata fissazione di udienza successiva ex art. 545-bis c.p.p., la violazione del diritto di difesa e la carenza di motivazione rispetto al parere favorevole del Procuratore generale e ai precedenti personali.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto che la richiesta di sostituzione della pena non rientrasse nell'accordo scritto già raggiunto con il Pubblico ministero e ribadito in udienza; la richiesta formulata in udienza non aveva prodotto un accordo vincolante con il P.G. (il consenso del P.G. era stato limitato alla detenzione domiciliare senza autorizzazione al lavoro). La Corte di appello ha potuto decidere immediatamente rigettando la domanda e motivandone le ragioni; la sostituzione non è un diritto automatico anche se la pena è entro il limite di legge e richiede una valutazione discrezionale del giudice. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 599-bis cod. proc. pen.
La Corte interpreta che l'istituto del concordato/accordo tra parti vincola il giudice nella misura in cui la richiesta sia parte integrante dell'accordo. La richiesta di pena sostitutiva deve risultare dall'accordo per limitare la discrezionalità del giudice; se formulata solo in udienza e non inserita nell'accordo scritto con il P.G., non vincola la corte.
art. 545-bis cod. proc. pen.
Non è obbligatorio disporre un rinvio o fissare udienza successiva se il contraddittorio è garantito e il giudice può decidere immediatamente sulla richiesta presentata in udienza.
art. 444 cod. proc. pen.
Riferito alla disciplina del patteggiamento e alla necessità che gli accordi negoziali siano rispettati nella misura in cui risultano dagli atti; la corte precisa il principio estensibile al concordato sul perimetro dell'accordo vincolante.
art. 56 L. 689/1991
Citato tra le norme evocative relative alla conversione/sostituzione di sanzioni; la decisione sottolinea la natura discrezionale della sostituzione.
art. 448 e art. 178 cod. proc. pen.
Riferimenti procedurali su valutazione e motivazione: la Corte ritenuta la motivazione fornita dalla Corte di appello adeguata per il rigetto della richiesta di sostituzione.
art. 20-bis e art. 133 cod. pen.
Richiamati in relazione alla determinazione della pena e alla necessità di motivare scelte divergenti dall'orientamento del P.G.; la Corte ha ritenuto sufficiente la motivazione fornita per giustificare il diniego.
art. 27, comma 3 Cost.; artt. 3 e 4 CEDU
Richiami ai principi di umanità e tutela dei diritti fondamentali: la Corte osserva che tali principi non impongono automaticamente la sostituzione della pena ma richiedono una valutazione dell'opportunità e della compatibilità, rimessa al giudice.
d.lgs. n. 31/2024 (modifica art. 599-bis)
La Corte prende atto della recente modifica che ammette la possibilità di richiedere pena sostitutiva nell'ambito della procedura concordata, ma chiarisce che la modifica non vincola il giudice quando la richiesta non era parte dell'accordo.
art. 24 Cost.; art. 6 CEDU
Richiamati in relazione al diritto di difesa e al giusto processo. La Corte ritenne che il contraddittorio fosse garantito e quindi non sussistessero violazioni procedurali rilevanti.
Massime di principio
- Per ottenere che il giudice sia vincolato a concedere la sostituzione della pena nell'ambito di un concordato o patteggiamento, la richiesta deve far parte esplicitamente dell'accordo scritto tra difesa e Pubblico ministero.
- Se la richiesta di pena sostitutiva è avanzata per la prima volta in udienza e non è inclusa nell'accordo già raggiunto col P.G., il giudice mantiene la discrezionalità di respingerla e può decidere immediatamente se il contraddittorio è stato garantito.
- La sostituzione della pena detentiva breve non è automatica anche se la pena è entro il limite legale: occorre valutare altri presupposti (es. gravità, precedenti, condotta successiva) e motivare il diniego.
- Se la Corte si discosta dal parere favorevole del Pubblico ministero occorre una motivazione chiara e congrua; tuttavia, una motivazione adeguata permette alla Corte di cassazione di ritenere legittimo il diverso esito.
- In sede di concordato/patteggiamento è consigliabile documentare e formalizzare per iscritto tutte le richieste accessorie (es. autorizzazione al lavoro durante detenzione domiciliare) per evitare che vengano considerate non parte dell'accordo.
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