Sentenza n. 640/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza - della sentenza n. 708/2024, emessa dal Tribunale di Pavia, Sezione Lavoro, in data 11 dicembre 2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Pavia, Sezione Lavoro, che aveva condannato il Ministero all'erogazione della Carta docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti)
Prevale il privato
La controversia
Le ricorrenti hanno chiesto l'ottemperanza della sentenza n. 708/2024 del Tribunale di Pavia, passata in giudicato e notificata al Ministero il 18 febbraio 2025. La pronuncia aveva riconosciuto a ciascuna docente il diritto alla Carta elettronica del docente, del valore nominale di 500 euro per ciascun anno scolastico indicato. Nonostante la notificazione del titolo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione nei confronti delle amministrazioni pubbliche, il Ministero non aveva provveduto all'integrale esecuzione. Le ricorrenti hanno quindi domandato l'ordine di erogazione degli importi dovuti e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha accertato che la sentenza del Tribunale di Pavia era passata in giudicato ai sensi dell'art. 324 c.p.c., che era stata notificata all'Amministrazione in copia conforme e che, al momento della proposizione del ricorso, era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. In assenza della prova dell'integrale adempimento, ha ordinato al Ministero di erogare entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza 1.500 euro alla prima ricorrente, 2.500 euro alla seconda e 1.500 euro alla terza, oltre agli interessi legali dalla notificazione della sentenza ottemperanda sino al saldo. Ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Pavia e Lodi, da attivare su istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato al Ministero, con incarico da eseguire nei successivi 120 giorni. Le spese di lite, pari a 1.000 euro oltre oneri e spese generali, nonché il contributo unificato, sono state poste a carico del Ministero.
Norme richiamate
art. 324 c.p.c.
La sentenza del Tribunale di Pavia è stata ritenuta passata in giudicato sulla base dell'attestazione della cancelleria.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
Il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo presso la sede dell'amministrazione deve essere decorso prima dell'esecuzione giudiziale nei confronti della pubblica amministrazione.
art. 474 c.p.c.
Ai fini dell'esecuzione, il titolo esecutivo è costituito dalla sentenza munita di attestazione di conformità.
Massime di principio
- L'ottemperanza è esperibile quando il titolo giudiziale azionato è passato in giudicato, è stato notificato all'amministrazione in copia conforme e sono decorsi i 120 giorni previsti dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996 per l'adempimento spontaneo dell'amministrazione.
- In sede di ottemperanza, l'assenza di prova dell'integrale esecuzione del giudicato da parte dell'amministrazione giustifica l'ordine giudiziale di adempiere entro un termine determinato, con individuazione puntuale delle somme dovute e degli interessi maturati sino al saldo.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, prevedendone l'attivazione su istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato all'amministrazione, per assicurare l'esecuzione coattiva del giudicato.
- Quando le funzioni commissariali sono affidate a un dipendente pubblico già preposto alla gestione della spesa pubblica e rientrano nei suoi compiti istituzionali, non è dovuto un compenso specifico per l'attività di commissario ad acta.
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