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Sentenza

Sentenza n. 4981/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202601512

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio, sede di Latina, che aveva respinto il ricorso contro il silenzio-inadempimento del Comune sull’istanza di applicazione dell’art. 38 d.P.R. 380/2001

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società aveva chiesto al Comune di Sperlonga, con istanza del 6 agosto 2024, l’applicazione dell’art. 38 d.P.R. 380/2001 ai fini della fiscalizzazione dell’abuso edilizio, dopo l’annullamento di una concessione edilizia in sanatoria e di due permessi di costruire. Non avendo ricevuto risposta, aveva proposto ricorso ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. contro il silenzio-inadempimento, chiedendo anche la nomina di un commissario ad acta. Il TAR aveva respinto il ricorso. La società ha quindi appellato la sentenza, contestandone l’esito nel rito sul silenzio. Nel corso del giudizio d’appello, il Comune ha adottato una nota con la quale ha definito, seppure negativamente, l’istanza.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile il giudizio di primo grado e, di conseguenza, il giudizio d’appello, poiché la sopravvenuta risposta espressa del Comune ha soddisfatto l’interesse azionato mediante il ricorso avverso il silenzio. Il giudizio ex artt. 31 e 117 c.p.a. è diretto ad accertare l’obbligo dell’amministrazione di provvedere e a ottenere una risposta, positiva o negativa; una volta intervenuto il provvedimento espresso, viene meno l’interesse alla prosecuzione del giudizio sul silenzio, restando salva la possibilità di impugnare autonomamente il contenuto negativo della sopravvenuta determinazione. La richiesta dei controinteressati di qualificare l’appello come temerario e di condannare la società alle spese è stata disattesa. In ragione della peculiarità e della non univocità del contenzioso, nonché del momento in cui è intervenuta la risposta amministrativa, le spese di entrambi i gradi sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 38 d.P.R. 380/2001

    c.d. fiscalizzazione dell’abuso edilizio

    La norma è stata invocata dalla società per chiedere al Comune l’applicazione della fiscalizzazione dell’abuso; la sentenza non esamina nel merito la spettanza del beneficio.

  • art. 31 c.p.a.

    Il giudizio sul silenzio è diretto ad accertare l’obbligo dell’amministrazione di provvedere.

  • art. 117 c.p.a.

    Il rito avverso il silenzio mira a provocare una risposta dell’amministrazione; l’adozione sopravvenuta di un provvedimento, anche negativo, soddisfa l’interesse processuale relativo all’inerzia e determina l’improcedibilità.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio-inadempimento, l’interesse del ricorrente consiste nell’ottenere dall’amministrazione una risposta espressa, positiva o negativa, sull’istanza presentata.
  • L’adozione, nel corso del giudizio ex artt. 31 e 117 c.p.a., di un provvedimento espresso sull’istanza determina il venir meno dell’interesse alla decisione sul silenzio e comporta l’improcedibilità del giudizio, anche quando la risposta sia negativa.
  • La sopravvenuta definizione espressa dell’istanza non impedisce all’interessato di contestare autonomamente il contenuto del provvedimento adottato, con gli strumenti di tutela esperibili contro tale determinazione.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando la controversia presenti peculiarità e un quadro contenzioso non univoco e la risposta amministrativa sopravvenga nel corso del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieFiscalizzazione dell'abuso
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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