Cassazione Penale, Sentenza n. 11255/2022 del 28/03/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Lavano impugnava il sequestro conservativo disposto su alcuni suoi immobili sostenendo, con cinque motivi, l'assenza di elementi a sostegno del fumus commissi delicti (mancanza di collegamento con i pubblici ufficiali indicati come autori dell'illecito), l'insussistenza della violazione della normativa fallimentare che avrebbe giustificato il presunto abuso d'ufficio, la carenza del requisito della doppia ingiustizia per la configurabilità dell'abuso d'ufficio, il difetto dell'elemento soggettivo (mens rea) e il mancato fondamento delle esigenze cautelari, atteso che il ricorrente vantava altri cespiti immobiliari idonei a garantire le pretese risarcitorie.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata per carenza assoluta di motivazione. Il provvedimento del Tribunale del riesame non indicava il titolo di reato ascritto al ricorrente, non descriveva la sua condotta e non valutava gli elementi a suo carico; inoltre dava per scontata l'omessa comunicazione ai falliti senza esporre elementi probatori né chiarire se si trattasse di errore o di scelta dolosa volta ad avvantaggiare Lavano. Sull'aspetto cautelare, mancava altresì qualsiasi indicazione sul danno patrimoniale prospettato e sulla idoneità del patrimonio dell'imputato a costituire garanzia, rendendo insoddisfacente la valutazione del periculum. Per questi motivi la Corte ha annullato l'ordinanza e ha rinviato per nuovo esame al Tribunale di Roma ai sensi dell'art. 324, comma 5 c.p.p.
Norme richiamate
art. 324 c.p.p., co. 5
ai sensi dell'art. 324, co.5, c.
La norma è stata richiamata quale titolo per il rinvio del procedimento al tribunale di merito per un nuovo esame del provvedimento cautelare annullato; implica che il giudice di legittimità disponga il rinvio quando rileva vizi che richiedono un riesame di merito
abuso d'ufficio (normativa penale di riferimento, es. art. 323 c.p.)
Il provvedimento impugnato fondava il sequestro su una ipotesi di abuso d'ufficio collegata a presunte violazioni della legge fallimentare; la Corte ha ritenuto però che non siano state fornite nell'atto impugnato le necessarie indicazioni circa il titolo di reato, la condotta contestata e i nessi causali tra omissioni procedurali e vantaggio patrimoniale per il terzo
norme della legge fallimentare (richiamate in motivazione)
La decisione richiama l'esigenza che, se si fonda un sequestro conservativo su presunte violazioni delle norme fallimentari, il provvedimento motivante debba descrivere quali norme sarebbero state violate, come l'inosservanza abbia inciso sulle posizioni dei creditori e quale vantaggio patrimoniale ne sia conseguito
Massime di principio
- Un provvedimento cautelare che disponga sequestro conservativo deve contenere una motivazione completa: indicazione del titolo di reato contestato, descrizione della condotta addebitata, elementi a supporto del fumus commissi delicti e del nesso di causalità tra la condotta e l'eventuale vantaggio patrimoniale
- La mera affermazione di un vantaggio patrimoniale per il terzo non è sufficiente; occorrono elementi specifici che colleghino l'illecito degli ufficiali pubblici all'effettivo arricchimento del soggetto destinatario del sequestro
- Per configurare l'abuso d'ufficio occorre dimostrare sia la violazione normativa che la 'doppia ingiustizia' e l'elemento soggettivo: l'assenza di motivazione su questi punti può rendere il provvedimento cautelare invalido
- Sull'aspetto cautelare è indispensabile valutare il periculum e il fumus in concreto: il giudice deve quantificare o descrivere il danno patrimoniale presunto e valutare la consistenza patrimoniale del soggetto sotto vincolo, prendendo in considerazione eventuali altri cespiti idonei a garantire le pretese
- In sede di impugnazione, la mancanza di motivazione sostanziale del provvedimento può condurre all'annullamento e al rinvio per nuovo esame; pertanto, difesa e parti civili debbono prospettare e documentare chiaramente gli elementi di fatto e di diritto a supporto delle misure richieste o impugnate
- Nei procedimenti connessi a vicende fallimentari, è utile produrre documentazione sulle comunicazioni ai falliti, sul rispetto delle procedure concorsuali e su qualsiasi atto che possa chiarire se omissioni siano dovute a errore o a condotte dolose
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