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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37156/2024 del 08/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Salerno che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca previsto dall'art. 240 c.p., disposto sul complesso dei beni trasferiti dalla fallita Holbeck alla GGA s.r.l. (conferimento del ramo d'azienda di ristorazione) e su una somma di euro 240.000 ritenuta provento di operazioni distrattive/di bancarotta. La ricorrente contestava la mancata considerazione delle produzioni difensive (sentenza civile che aveva rigettato la revocatoria, consulenze tecniche, atto transattivo), la carenza di fumus commissi delicti, l'assenza del periculum in mora e l'errata qualificazione della condotta (confusione tra profitto e danno; legittimità dei pagamenti verso MPS attraverso GGA). Denunciava inoltre vizi di motivazione e violazione di legge per non aver valutato gli elementi prodotti dalla difesa.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso infondato. Ha confermato che il riesame del provvedimento di sequestro preventivo era conforme a legge e che il Tribunale di Salerno aveva valutato correttamente il fumus commissi delicti e il periculum in mora. La Corte ha ritenuto irrilevante, nel giudizio penale, il giudicato civile sulla revocatoria formatosi tra parti diverse e fondato su profili probatori distinti; ha richiamato gli indici di fraudolenza (cessioni operate dopo accertamento fiscale, sottovalutazione dei rami d'azienda, trasferimenti verso società riconducibili agli amministratori) utili a qualificare le operazioni come distrattive e a giustificare il vincolo reale. Ha inoltre ammesso la riqualificazione, in sede di misura cautelare, della condotta originariamente prospettata come bancarotta preferenziale nella diversa fattispecie di bancarotta patrimoniale/distrazione, ritenendo che la sostanza fattuale non fosse mutata e che la qualifica diversa fosse già sostanzialmente contenuta nell'imputazione originaria. Quanto alla somma di euro 240.000, la Corte ha confermato che il versamento alla GGA senza titolo configurava distrazione, non venendo neutralizzato dal successivo pagamento parziale al creditore; il periculum in mora è stato ritenuto sussistente alla luce dell'intento degli amministratori di sottrarre beni alle ragioni dei creditori. In definitiva, il provvedimento di sequestro è stato mantenuto.

Norme richiamate

  • art. 240 cod. pen.

    Norma richiamata come titolo della confisca finalizzata a colpire i proventi dei reati di bancarotta; il sequestro preventivo è stato disposto in vista della confisca prevista da questa norma

  • art. 325 comma 1 cod. proc. pen.

    Regola la possibilità di ricorso per cassazione avverso le decisioni di riesame del sequestro preventivo esclusivamente per violazione di legge; la Corte ha richiamato questo limite per valutare la portata dell'impugnazione

  • art. 292 comma 2 lett. c) bis cod. proc. pen.

    Richiamato nella contestazione relativa ai doveri motivazionali del giudice del riesame; la Corte ha però ritenuto che non fosse sussistente una violazione tale da determinare l'annullamento

  • art. 79 D.P.R. n. 602/1973

    Richiamato per segnalare che, ai fini fiscali, il ramo d'azienda era stato valutato molto oltre il prezzo di cessione; tale valutazione fiscale ha costituito elemento indicativo dell'incongruità del prezzo praticato nella cessione

  • Giurisprudenza - Sez. 5, n. 38396 del 23/06/2017 (Sgarannella)

    Principio sui 'indici di fraudolenza' necessari per qualificare come distrattiva la cessione a prezzo incongruo: si valutano condizione patrimoniale, tempi delle operazioni rispetto agli accertamenti creditori, cointeressenze degli amministratori e profili oggettivi e soggettivi del misfatto

  • Giurisprudenza - Sez. U, n. 25932 del 29/05/2008 (Ivanov) e altri precedenti citati

    Richiamati criteri di ammissibilità del ricorso per cassazione in materia di misure cautelari reali e i limiti della sindacabilità delle motivazioni (mancanza assoluta di motivazione o motivazione meramente apparente vs illogicità manifesta)

Massime di principio

  • In giudizio penale il giudicato civile tra parti diverse non impedisce, di per sé, l'accertamento della rilevanza penale della stessa operazione: il giudizio penale ha diverso oggetto e diverso onere probatorio rispetto all'azione revocatoria civile
  • Per valutare il fumus commissi delicti in ipotesi di bancarotta per distrazione occorre cercare 'indici di fraudolenza': trasferimenti dopo accertamenti creditori, sottovalutazione dei beni, cointeressenze tra cedente e cessionario e svuotamento del patrimonio sono elementi sintomatici
  • Il periculum in mora per il sequestro preventivo può essere desunto dall'intento e dalle circostanze che mostrino la volontà di sottrarre beni alle ragioni dei creditori, anche se il beneficiario finale del trasferimento risulta aver pagato un creditore: la mancanza di titolo giustificativo del trasferimento è centrale
  • La ricostituzione della qualificazione giuridica del fatto (es. da bancarotta preferenziale a bancarotta patrimoniale/distrazione) è consentita in sede di applicazione o riesame di misure cautelari purché non comporti la contestazione di un fatto storico radicalmente diverso e la difesa abbia potuto esercitare i propri diritti
  • La distinzione tra profitto e danno non è funzionale a impedire il sequestro quando il trasferimento senza titolo ha depauperato il patrimonio della fallita: il sequestro mira a preservare il possibile profitto del reato e la garanzia per i creditori
  • Parte che impugna deve avere interesse diretto ai profili contestati: censure attinenti a società diverse o a questioni prive di interesse per il singolo ricorrente possono essere dichiarate inammissibili o non esaminate

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