Cassazione Penale, Sentenza n. 40980/2023 del 09/10/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello che, in parziale riforma del primo grado, aveva dichiarato estinti per prescrizione due dei tre fatti e confermato la condanna per l'episodio residuo (delitto di cui all'art. 494 c.p., per essersi sostituito al fratello nella stipula di contratti con ENEL S.p.A.). Il ricorso per cassazione si articolava in due motivi: (1) nullità della sentenza e dell'ordinanza dell'udienza del 16/09/2022 per mancata notifica all'imputato del nominativo del difensore d'ufficio, in violazione dell'art. 28 disp. att. c.p.p.; (2) travisamento della prova, ossia insufficienza del quadro probatorio a superare il ragionevole dubbio circa la responsabilità per l'episodio residuo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto manifestamente infondato l'assunto: la mancata comunicazione al difeso del nominativo del difensore d'ufficio non comporta, in assenza di una previsione sanzionatoria, la nullità dell'atto al cui compimento la nomina era funzionale. Sul secondo motivo la Corte ha dichiarato la censura genericamente estrinseca e priva della specificità richiesta, ossia mancava il necessario confronto con le argomentazioni della decisione impugnata; inoltre la sentenza d'appello aveva motivato la responsabilità con "plurimi e convergenti elementi" (uso delle generalità del fratello, conoscenza della stabile dimora estera del fratello, utenze riferibili e pagate dal ricorrente), e le osservazioni difensive risultavano soltanto assertive. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 494 cod. pen.
Norma sostanziale richiamata come fattispecie delittuosa contestata: sostituzione di persona nella stipula dei contratti. La Corte ha confermato che il fatto rientrava nella fattispecie prevista e che, per uno degli episodi, sussistevano elementi sufficienti di responsabilità.
art. 28 disp. att. cod. proc. pen.
Prevede che il nome del difensore d'ufficio debba essere comunicato senza ritardo all'imputato. La Corte ha interpretato che l'omissione non è sanzionata dalla nullità degli atti a essa funzionali e, pertanto, la mancata comunicazione non determina automaticamente nullità della decisione.
art. 581 cod. proc. pen.
Norma che disciplina i motivi del ricorso per cassazione; la Corte ha richiamato l'onere di specificità e di deduzione puntuale dei censi, che il ricorrente non ha assolto.
art. 591, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Prevede l'inammissibilità del ricorso quando i motivi sono aspecifici. La Corte ha ritenuto applicabile tale causa di inammissibilità in ragione della genericità delle censure di fatto e della mancata correlazione con le ragioni di merito.
Massime di principio
- La mancata comunicazione al detenuto/difeso del nominativo del difensore d'ufficio, in assenza di una specifica sanzione normativa, non determina automaticamente la nullità degli atti processuali: va dimostrato un concreto pregiudizio o una norma che disponga la nullità.
- In Cassazione è indispensabile che i motivi siano specifici e che vi sia un chiaro confronto con le argomentazioni della decisione impugnata; censure generiche o ricostruzioni alternative dei fatti, prive di indicazione puntuale degli elementi probatori contestati, sono inammissibili.
- La valutazione della prova fatta dai giudici di merito, se sorretta da motivazione congrua e da elementi convergenti, gode di ampia deferenza in Cassazione: per ottenere l'annullamento per travisamento probatorio occorre dimostrare errori logici o motivazionali specifici e non semplicemente proporre una diversa interpretazione dei fatti.
- Quando la sentenza si fonda su circostanze convergenti (es. uso di generalità altrui, conoscenza dello stato di fatto, atti materiali riferibili all'imputato, pagamenti), il dubbio invocato dalla difesa deve essere "ragionevole" e supportato da argomentazioni di segno logico e probatorio, non da mere affermazioni assertive.
- L'inammissibilità del ricorso può comportare non solo il rigetto ma anche condanne alle spese e sanzioni (es. pagamento alla Cassa delle Ammende) quando la causa dell'inammissibilità è riconducibile a profili di colpa nel ricorso.
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