Cassazione Penale, Sentenza n. 3750/2024 del 30/01/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma delle condanne pronunciate in rito abbreviato dalla Corte d'Appello di Potenza per i reati a loro ascritti (concorso in reati di furto, ricettazione, e reati contro la pubblica amministrazione/ordine pubblico: artt. 110, 648, 624, 336, 337 c.p.). Mijalovic Deni deduce, tra l'altro, violazione del diritto di partecipare al processo (artt. 178 e 179 c.p.p.) per una presunta mancata accoglienza della richiesta di partecipazione, vizio di motivazione riguardo all'annotazione di polizia giudiziaria che individuerebbe un altro soggetto come conducente e errori nella valutazione delle prove e mancata motivazione sulla richiesta di applicazione della continuazione. Mijalovic Slobodan e Plavsic Danijel censurano principalmente la motivazione della determinazione della pena (mancata indicazione della pena base e dei criteri), e l'omessa applicazione dell'art. 81 c.p. (continuazione) per tutti i fatti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi perché manifestamente infondati, generici e non consentiti. Per Deni: il motivo sulla mancata partecipazione è stato ritenuto infondato perché la richiesta del 09/01/2023 è stata presentata fuori dal termine perentorio di 15 giorni previsto dall'art. 23-bis d.l. 137/2020 conv. L. 176/2020 rispetto all'udienza del 23/01/2023; il secondo motivo è stato considerato non consentito come mera reiterazione dell'appello, senza confronto reale con la motivazione della Corte di appello, anche in ragione della scelta del rito abbreviato. Le censure relative alla determinazione della pena e alla continuazione (per tutti i ricorrenti) sono state ritenute generiche e non hanno contrastato la motivazione specifica della Corte di appello che aveva escluso la continuazione per la riqualificazione ai sensi degli artt. 336 e 337 c.p., ritenendo sopravvenuto e imprevedibile l'intervento delle forze dell'ordine. La Corte ha inoltre condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 23-bis d.l. 137/2020 convertito nella L. 176/2020
termine perentorio di 15 giorni liberi per la richiesta di partecipazione al rito cartolare
disciplinata la procedura 'cartolare' per l'abbreviato: la richiesta di partecipazione va presentata entro il termine perentorio di 15 giorni prima dell'udienza; il mancato rispetto del termine rende intempestiva la domanda
art. 178, comma 1, lett. c) e art. 179 cod. proc. pen.
norme richiamate a fondamento della censura relativa al diritto di partecipare al processo; la Corte ha però ritenuto che la presunta violazione non sussista per intempestività della richiesta
art. 81 cod. pen.
norma sulla continuazione tra reati; la Corte di merito ha escluso l'applicazione della continuazione ritenendo che i reati riqualificati non rientrassero in un disegno criminoso unitario e che l'intervento delle forze dell'ordine fosse evento sopravvenuto e imprevedibile
artt. 132 e 133 cod. pen.
principi sulla determinazione della pena e sulle modalità di applicazione delle circostanze; la Corte di Cassazione ricorda che la graduazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è immune da vizi logici
art. 110, 648, 624, 336, 337 cod. pen.
norme sostanziali che individuano i reati contestati (concorso, ricettazione, furto, e reati relativi all'ordine/potere pubblico); la Corte ha confermato la valutazione di responsabilità operata dai giudici di merito
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
norma che consente di riportare sommariamente i motivi per la motivazione in Cassazione; la Corte ha indicato i motivi nei limiti strettamente necessari per la motivazione
Massime di principio
- Le istanze processuali che incidono sul diritto di partecipare a udienze svolte con rito cartolare devono essere presentate nei termini perentori previsti (es. 15 giorni nel regime introdotto dall'art. 23-bis d.l. 137/2020 conv. L. 176/2020): la loro intempestività le rende inammissibili.
- In Cassazione sono inammissibili i motivi generici o che si limitano a reiterare le censure già svolte in appello senza un effettivo confronto con la motivazione della corte di merito; va indicato e preso di mira il vizio logico o giuridico specifico della motivazione.
- Nel rito abbreviato la valutabilità di taluni mezzi di prova e l'ammissibilità di perquisizioni/sequestri è più circoscritta, e le ammissioni dell'imputato hanno rilievo; contestazioni generiche sull'apprezzamento probatorio difficilmente superano il filtro di ammissibilità in Cassazione.
- La configurazione della continuazione ex art. 81 c.p. richiede dimostrazione di un progetto criminoso unitario o di collegamento tra i fatti; eventi sopravvenuti e imprevedibili (es. l'intervento delle forze dell'ordine) possono escludere la continuità.
- La determinazione della pena (scelta della pena base, graduazione tra aumenti e diminuzioni) rientra nella discrezionalità del giudice di merito e può essere censurata in Cassazione solo se emerge un vizio logico o di arbitrarietà concreto e specificamente motivato.
- Per rendere ammissibile un ricorso per cassazione conviene: formulare motivi specifici e confrontati con le parti della motivazione impugnata, indicare le norme e i passaggi logici ritenuti viziati, e rispettare rigorosamente i termini e le prescrizioni formali previsti dalla legge.
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