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Sentenza

Sentenza n. 4013/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento del provvedimento adottato dal Comune di Milano in data 1 giugno 2022, con cui è stata annullato il provvedimento del 4 luglio 2021 -OMISSIS- di assegnazione di alloggio pubblico n.-OMISSIS- sito in via -OMISSIS-, Milano; di tutti gli atti preparatori, connessi e consequenziali ed in particolare dell’Ordine del Direttore di Area Assegnazione Alloggi ERP di rilasciare l’immobile locato nel termine di sei mesi “dalla notifica del presente provvedimento”.

Giustizia amministrativa202202999

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: annullamento in autotutela dell'assegnazione di un alloggio ERP e ordine di rilascio dell'immobile

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Comune di Milano ha annullato in autotutela la precedente assegnazione di un alloggio ERP, ritenendo carente il requisito dell'assenza di occupazioni abusive nei cinque anni precedenti. L'Amministrazione aveva accertato che la ricorrente aveva occupato un diverso alloggio ERP dopo il decesso del legittimo assegnatario, con il quale aveva convissuto more uxorio, senza essere destinataria di un autonomo provvedimento di assegnazione. La ricorrente ha ammesso l'occupazione, ma ha dedotto di non averne percepito l'abusività: era entrata nell'alloggio con il consenso dell'assegnatario, il Comune le aveva riconosciuto la residenza anagrafica e l'assegnatario aveva presentato un'istanza di ampliamento del nucleo familiare in suo favore. Ha quindi sostenuto che tali circostanze, unitamente alla presunta tolleranza dell'Amministrazione, impedissero l'annullamento dell'assegnazione successivamente ottenuta.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che l'unico titolo abilitante alla locazione di un alloggio ERP sia il provvedimento di assegnazione. In caso di morte dell'assegnatario, il rapporto assegnazione-locazione cessa e l'alloggio torna nella disponibilità dell'ente; il convivente more uxorio non acquista un diritto automatico al subentro, ma può vantare, ricorrendone i presupposti, soltanto una posizione preferenziale nell'ambito di una nuova assegnazione. Poiché la ricorrente, dopo il decesso dell'assegnatario, non aveva ottenuto alcun provvedimento di assegnazione e l'istanza di ampliamento del nucleo familiare era stata respinta, l'occupazione successiva è stata correttamente qualificata come abusiva. Ne derivava la mancanza del requisito previsto dall'art. 7, comma 1, lett. g), del regolamento regionale n. 4 del 2017 e la legittimità dell'annullamento dell'assegnazione. Il TAR ha escluso che il riconoscimento della residenza anagrafica, la tolleranza dell'Amministrazione o l'asserita inconsapevolezza dell'abusività potessero legittimare l'occupazione: la tolleranza non vincola l'Amministrazione a rinunciare al ripristino della legalità e, trattandosi di alloggio pubblico, l'occupazione richiede comunque un atto autorizzativo. È stata fatta salva la possibilità di presentare una nuova domanda dopo il decorso del termine quinquennale. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 7, comma 1, lett. g), regolamento regionale Lombardia n. 4 del 2017

    assenza […] di eventi di occupazione abusiva di alloggio o di unità immobiliare ad uso non residenziale o di spazi pubblici e/o privati negli ultimi cinque anni

    Il requisito dell'assenza di occupazioni abusive costituisce condizione per l'accesso all'edilizia residenziale pubblica; l'occupazione di un alloggio ERP dopo il decesso dell'assegnatario, senza un autonomo provvedimento di assegnazione, integra un'occupazione abusiva.

  • art. 12 d.P.R. n. 1035 del 1972

    I conviventi dell'assegnatario deceduto possono, in presenza delle condizioni previste, avere un titolo preferenziale per una nuova assegnazione, ma non acquistano un diritto automatico al subentro.

  • art. 633 cod. pen.

    È richiamato l'orientamento secondo cui il convivente che permane nell'alloggio ERP dopo il decesso dell'assegnatario, senza un provvedimento di assegnazione in proprio favore, può integrare il reato di invasione di terreni o edifici.

Massime di principio

  • Nell'edilizia residenziale pubblica, l'unico titolo che abilita alla locazione e alla detenzione legittima dell'alloggio è il provvedimento di assegnazione adottato dall'amministrazione competente.
  • Il convivente more uxorio dell'assegnatario ERP deceduto non subentra automaticamente nel rapporto di assegnazione-locazione; può eventualmente beneficiare di una posizione preferenziale per una nuova assegnazione, se ricorrono le condizioni normative, ma deve comunque intervenire un esplicito provvedimento amministrativo.
  • La permanenza nell'alloggio ERP dopo il decesso dell'assegnatario, in assenza di un autonomo titolo di assegnazione e anche quando l'ingresso originario sia avvenuto con il consenso dell'assegnatario, costituisce occupazione abusiva.
  • Il riconoscimento della residenza anagrafica, la tolleranza dell'amministrazione o l'inconsapevolezza del privato circa l'illegittimità dell'occupazione non sostituiscono il necessario titolo di assegnazione e non impediscono all'amministrazione di ripristinare la legalità.
  • La mancanza del requisito regolamentare dell'assenza di occupazioni abusive nei cinque anni precedenti legittima l'annullamento dell'assegnazione ERP ottenuta dal soggetto che abbia effettuato una simile occupazione.

Come è indicizzato

MaterieEdilizia residenziale pubblicaAutotutela
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaLegittimo affidamentoPrincipio di legalità e tipicità

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