Cassazione Penale, Sentenza n. 23919/2025 del 26/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Bologna (27/06/2024) che aveva confermato la condanna per il reato di ricettazione (art. 648 c.p.). L'unico motivo di ricorso denunciava travisamento della prova e carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione. In particolare si contestava che la Corte di merito si fosse fondata esclusivamente sulle dichiarazioni del M.llo Capozza e sul verbale di restituzione senza elementi univoci che dimostrassero la disponibilità della bicicletta da parte del Ghabbar al momento dell’arresto; si evidenziavano contraddizioni tra le dichiarazioni del Capozza e quelle del Car. Allegretti (che riferiva l'arresto per furto, non per ricettazione), l'assenza di riferimento alla riconducibilità della bicicletta nel verbale di restituzione e il fatto che il ritrovamento del velocipede avvenne in un modulo abitativo con infissi forzati, accessibile a chiunque, non specificando perché il rinvenimento in un luogo frequentato in passato dal ricorrente fosse elemento idoneo a dimostrare la responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto la motivazione della Corte d'Appello carente ed erronea perché fondata su dati processuali travisati (assunto che la bicicletta fosse nella disponibilità del Ghabbar al momento dell'arresto) e su un apprezzamento indiziario che non supera il canone dell'oltre ogni ragionevole dubbio previsto dall'art. 533 c.p.p. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello di Bologna, cui è stato ordinato di riesaminare le criticità indicate, fornendo motivazione adeguata ma rimanendo libera di confermare o modificare il precedente esito decisorio.
Norme richiamate
Norma che disciplina il reato di ricettazione; nel caso la Corte ha valutato che non vi fossero elementi probatori sufficienti a dimostrare la responsabilità del ricorrente rispetto alla disponibilità del bene provento di furto
art. 533, comma 1, cod. proc. pen.
art. 533, comma 1, cod. proc. pen.
Principio dell'oltre ogni ragionevole dubbio come parametro imprescindibile per la condanna. La Corte ha ritenuto che la motivazione di merito non abbia dimostrato la responsabilità oltre questo standard
Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 5, n. 48050 del 02/07/2019, Rv. 277758 - 01)
Sez. 5, n. 48050 del 02/07/2019, S., Rv. 277758 - 01
Richiamato il principio secondo cui il travisamento della prova configura vizio quando l'errore è idoneo a disarticolare l'intero ragionamento probatorio rendendo illogica la motivazione
Massime di principio
- La condanna per ricettazione non può basarsi esclusivamente su dichiarazioni testimoniali isolate senza riscontri documentali o materiali univoci: serve un quadro probatorio coerente e non contraddittorio.
- Il rinvenimento di un bene provento di furto in un luogo frequentato in passato dall'imputato non è di per sé prova sufficiente della sua disponibilità; il giudice deve spiegare perché tale circostanza supera il requisito dell'oltre ogni ragionevole dubbio.
- Il travisamento di un dato probatorio essenziale (es. attribuire al ricorrente la detenzione del bene al momento dell'arresto quando ciò non risulta) può portare all'annullamento perché disarticola l'intero ragionamento probatorio.
- I verbali e gli atti documentali (es. verbale di restituzione) devono essere interpretati nel loro contenuto reale: se non indicano la riconducibilità del bene all'imputato non possono essere usati come prova univoca senza ulteriori elementi.
- Il giudice d'appello deve valutare compiutamente le contraddizioni tra fonti dichiarative (testimonianze diverse) e non limitarsi ad assumere una ricostruzione congetturale; le alternative probative devono essere prese in considerazione e scartate motivatamente.
- In caso di motivazione insufficiente la Corte di Cassazione può annullare con rinvio, lasciando comunque al giudice del rinvio la libertà di confermare o modificare l'esito purché la decisione futura rispetti i canoni di motivazione e il principio dell'oltre ogni ragionevole dubbio.
- La difesa che evidenzia specifiche lacune probatorie e travisamenti documentali ha buona chance di successo se dimostra che gli errori contestati incidono sull'essenza dell'accertamento della responsabilità.
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