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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5928/2024 del 09/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale di Messina del 24/07/2023 con unico motivo di cassazione per violazione di legge e errata motivazione (art. 627 c.p.p.), contestando la valutazione della gravità degli indizi. Sostengono che le condotte contestate (pattuizioni di condizioni di lavoro inique) erano anteriori alla instaurazione del rapporto di lavoro e dunque non riconducibili al reato di estorsione, il quale richiederebbe che le minacce o pressioni siano dirette a costringere lavoratori già assunti o a ottenere la formalizzazione, in modo da arrecare un pregiudizio patrimoniale o la perdita del posto. Denunciano inoltre un travisamento della prova rispetto alle risultanze istruttorie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per carenza di interesse. Motivazione: l'ordinanza impugnata aveva già annullato la misura cautelare (arresti domiciliari) per mancanza delle esigenze cautelari, per cui l'interesse ad impugnare un provvedimento diventato inefficace può sussistere solo se il ricorrente deduca specificamente e motivatamente l'intenzione di utilizzare una pronunzia favorevole ai fini di una futura domanda di riparazione per ingiusta detenzione; tale deduzione non è stata svolta dai ricorrenti (né personalmente dagli imputati), e non è stata conferita procura speciale al difensore per proporre l'impugnazione a tale scopo. Conseguentemente i ricorsi sono stati respinti come inammissibili e i ricorrenti condannati alle spese processuali e a versare 3.000 euro alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Citata quale norma procedurale che ha consentito il riesame da parte del Tribunale di Messina (adito ex art. 309 c.p.p.) dopo l'annullamento disposto dalla Cassazione

  • art. 629 cod. pen.

    Riferimento alla fattispecie del reato di estorsione; la Cassazione e il Tribunale hanno valutato se le condotte consistessero in minacce dirette a ottenere la instaurazione o la formalizzazione di rapporti di lavoro con condizioni difformi e patrimonialmente pregiudizievoli per le lavoratrici

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Richiamato dai ricorrenti come norma violata per errore motivazionale sulla gravità indiziaria; la Corte ha ritenuto però il motivo irrilevante perché i ricorsi sono inammissibili per carenza di interesse

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicata per la condanna alle spese processuali e per la somma a favore della cassa delle ammende derivante dall'inammissibilità dei ricorsi

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n.137

    art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020 n.137

    Norma procedurale richiamata in relazione al deposito delle conclusioni del Pubblico Ministero nel giudizio

Massime di principio

  • Se una misura cautelare custodiale viene revocata o annullata e quindi è divenuta inefficace, l'imputato perde, di regola, l'interesse ad impugnare l'ordinanza cautelare a meno che non deduca specificamente e motivatamente l'interesse a ottenere in futuro una pronunzia favorevole ai fini di una richiesta di riparazione per ingiusta detenzione
  • L'interesse processuale a proseguire un'impugnazione per una misura cautelare non più efficace deve essere manifestato personalmente dall'imputato e non può essere dedotto dal solo difensore, salvo che sia stata conferita una procura speciale per tale scopo
  • In materia di rapporti di lavoro, la factum della estorsione va valutata caso per caso: non integra necessariamente estorsione la semplice imposizione di condizioni prima dell'instaurazione del rapporto (pre-contrattuale), mentre può integrarla la condotta del datore di lavoro che, in presenza di una prestazione già avviata o al fine di ottenere una formalizzazione formale, esercita minacce o pressioni per ottenere l'accettazione di condizioni difformi e patrimonialmente pregiudizievoli
  • La configurabilità del reato di estorsione nel contesto lavorativo richiede una valutazione concreta della direzione e dell'effetto delle minacce (se mirate all'instaurazione del rapporto, o alla modifica/ formalizzazione del rapporto già esistente in modo lesivo per il lavoratore)
  • In sede di impugnazione, non è consentita una rivalutazione della motivazione sulla gravità indiziaria se la misura cautelare è stata annullata per carenza delle esigenze cautelari e non è indicato un interesse attuale e concreto a mantenere l'impugnazione

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