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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39991/2022 del 21/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Firenze del 16/07/2020 che aveva parzialmente riformato la sentenza del G.U.P. di Lucca. Satori Clei deduce la violazione di legge in relazione all'art. 624-bis c.p., sostenendo che, essendo la complice Maccani convivente con la vittima e avendo quindi disponibilità dell'abitazione, manca l'"introduzione" nel luogo di privata dimora e pertanto non si sarebbe configurato il reato di furto in abitazione (deducendo anche il difetto di querela). Tarantino, Di Leo e Satori Cesare (poi deceduto) sollevano vizi di motivazione e di applicazione di legge: omessa o contraddittoria motivazione, insufficienza delle prove, errata applicazione dell'art. 63 c.p. (cumulabilità o misura degli aumenti per aggravanti e recidiva) e contestazioni sulla misura della pena e sulle attenuanti generiche. Bini contesta la valutazione degli indizi (gravità, precisione e concordanza) e la misura della pena nonché la valutazione delle circostanze attenuanti; invoca l'art. 192 c.p.p. Lebbiati lamenta omissione di motivazione sul diniego dell'attenuante ex art. 62 n.4 c.p. (rilevanza dell'irrisorietà del danno).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Satori Clei, Tarantino, Di Leo, Bini e Lebbiati ritenendoli manifestamente infondati o aspecifici/non consentiti in sede di legittimità. In particolare: il motivo di Satori Clei relativo all'art. 624-bis è stato ritenuto manifestamente infondato con motivazione che chiarisce che l'elemento dell'introduzione nel luogo di privata dimora rileva in termini oggettivi come mezzo usato per l'impossessamento indipendentemente dai rapporti tra autore e vittima; i ricorsi di Tarantino e Di Leo sono inammissibili per genericità e per essere questioni di merito non sindacabili in Cassazione; la morte di Satori Cesare ha determinato l'annullamento senza rinvio della sentenza rispetto a lui per estinzione del reato (art. 150 c.p. e art. 620 c.p.p.); Bini e Lebbiati vedono i loro ricorsi dichiarati inammissibili (Bini per questioni non consentite in sede di legittimità e per insussistenza dei vizi prospettati; Lebbiati per manifesta infondatezza e aspecificità). La Corte condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e dispone, ravvisando profili di colpa, il versamento di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624-bis c.p.

    Il reato di furto in abitazione si configura quando l'impossessamento è stato perpetrato "mediante introduzione" in luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora: la Corte interpreta "mediante introduzione" in senso oggettivo, ritenendo irrilevanti i rapporti tra autore e vittima o le modalità di accesso se l'ingresso è stato il mezzo usato per sottrarre i beni

  • art. 624 c.p.

    Norma richiamata a confronto con l'art. 624-bis; la distinzione tra furto semplice e furto in abitazione dipende dall'elemento dell'introduzione nel luogo di privata dimora

  • art. 649 c.p.

    Norma richiamata come esimente utilizzata in sentenza di merito per la posizione della Maccani (esimente rilevata in appello per la sua posizione)

  • art. 150 c.p.

    Prevede l'estinzione del reato per morte dell'imputato; la Corte ne dichiara l'effetto estintivo rispetto a Satori Cesare

  • art. 620, comma 1, lett. a) c.p.p.

    Consente l'annullamento senza rinvio della decisione impugnata quando il reato si sia estinto per morte dell'imputato; la Corte applica questa norma per Satori Cesare

  • art. 581, comma 1, lett. d) c.p.p.

    Richiama l'onere di specificità dei motivi nel ricorso per cassazione: i ricorrenti devono indicare i punti determinati della decisione e gli elementi sui quali si basa la censura, a pena di inammissibilità

  • art. 606, lett. b) ed e) c.p.p.

    Elenca le violazioni deducibili in cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione): la Corte richiama i limiti di questi rimedi, escludendo censure generiche e questioni di merito non sindacabili

  • art. 63, comma 4, c.p.

    "Se concorrono più circostanze aggravanti tra quelle indicate nel secondo capoverso di questo articolo, si applica soltanto la pena stabilita per la circostanza più grave; ma il giudice può aumentarla"

    La Corte interpreta la norma come non vietante ulteriori aumenti rispetto alla pena prevista per la circostanza più grave; il giudice può aumentare la pena e, in combinazione con l'art. 64 c.p., tale aumento può essere fino a un terzo quando la legge non determina la misura

  • art. 64, comma 1, c.p.

    Stabilisce che l'aumento di pena non determinato dalla legge può arrivare fino a un terzo: la Corte lo usa per giustificare l'aumento applicato per recidiva qualificata

  • art. 62, n. 4 c.p.

    Circostanza attenuante (riguardo all'irrisorietà del danno): la sua valutazione è di merito e richiede motivazione specifica; la Corte ritiene che la motivazione di merito sia stata adeguata quando ha escluso l'irrisorietà per la presenza di violenza

  • art. 192 c.p.p.

    Norma sulla valutazione della prova e sua contestazione in appello; la Corte ricorda che la presunta violazione dell'art. 192 non costituisce autonomo motivo di cassazione salvo che il vizio emerga nella motivazione come mancanza, contraddittorietà o illogicità

  • art. 132 e 133 c.p.

    Norme relative alla determinazione della pena e ai suoi principi (funzione rieducativa, individualizzazione della pena): la Corte osserva che le contestazioni sulla misura della pena senza specificità risultano inammissibili in cassazione

  • art. 129, comma 2 c.p.p.

    Richiama il divieto di pronuncia di proscioglimento nel merito dopo l'estinzione del reato: la morte impedisce un proscioglimento in merito e impone annullamento per estinzione

Massime di principio

  • Il reato di furto in abitazione (art. 624-bis c.p.) può essere configurato anche quando l'accesso sia reso più agevole da un conoscente/convivente: ciò che conta è che l'introduzione nel luogo di privata dimora sia il mezzo usato per sottrarre i beni (valutazione oggettiva), non il titolo soggettivo di accesso o il rapporto con la vittima
  • La morte dell'imputato estingue il reato e determina l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata rispetto a quell'imputato; non è possibile ottenere un proscioglimento nel merito dopo l'estinzione per morte
  • In Cassazione i motivi devono essere specifici: denunce generiche di omessa o contraddittoria motivazione o richieste di riconsiderazione dei fatti sono di regola inammissibili. Occorre indicare punti determinati della decisione e gli elementi alla base della censura (art. 581 c.p.p.)
  • Le questioni di merito (valutazione della prova, scelta tra ricostruzioni alternative) sono difficilmente sindacabili in sede di legittimità se sorrette da motivazione congrua del giudice di merito; la Cassazione controlla vizi di diritto e di motivazione specificamente indicati
  • La combinazione dell'art. 63 (più aggravanti ad effetto speciale) e dell'art. 64 c.p. permette al giudice di aumentare la pena oltre la sola applicazione della circostanza più grave, nei limiti e secondo i criteri stabiliti: non costituisce automaticamente un vizio applicare aumenti nei limiti consentiti dalla norma
  • La presunta violazione di norme di merito sulla valutazione della prova o dell'art. 192 c.p.p. non può essere invocata in cassazione come violazione di legge a meno che il vizio non emerga chiaramente dalla motivazione e sia qualificabile come mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità

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