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Sentenza

Sentenza n. 35/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500748

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della richiesta di rinnovo/conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso per motivi di lavoro subordinato

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego della Questura di Brescia, deducendo l'erroneità delle basi giuridiche del provvedimento. Ha sostenuto di avere maturato un affidamento legittimante la conversione in ragione della collocazione presso una comunità di accoglienza e che ricorressero i presupposti previsti dall'art. 32, comma 1-bis, del d.lgs. 286/1998. Ha inoltre contestato che la mancata produzione, in sede procedimentale, del parere positivo dell'ex Comitato per i minori potesse impedire la conversione, rilevando sia che il parere era stato richiesto in precedenza, sia che incombeva sull'Amministrazione l'onere di acquisirlo d'ufficio. La domanda cautelare era stata inizialmente respinta dal TAR per difetto del fumus boni iuris; il Consiglio di Stato, in sede cautelare, ha successivamente valorizzato il contenuto positivo del parere, sebbene pervenuto tardivamente, e ha ritenuto che il mancato perfezionamento della tutela fosse riconducibile al ristretto intervallo temporale tra la richiesta e il raggiungimento della maggiore età, ordinando il riesame della posizione.

La decisione

A seguito dell'ordinanza cautelare del Consiglio di Stato, la Questura ha annullato il diniego impugnato e ha rilasciato il titolo di soggiorno richiesto. Il ricorrente ha confermato l'avvenuto rilascio e la fissazione dell'appuntamento per la notifica. Il TAR ha quindi ritenuto il riesame pienamente satisfattivo della pretesa e ha dichiarato cessata la materia del contendere, con conseguente improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. Le spese di lite sono state compensate, poiché il nuovo provvedimento era stato adottato sulla base di un parere intervenuto successivamente all'atto impugnato.

Norme richiamate

  • art. 32, comma 1-bis, d.lgs. 286/1998

    La disposizione è stata invocata quale base normativa della conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso per lavoro subordinato, in presenza dei relativi presupposti e del parere positivo dell'ex Comitato per i minori.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La norma è stata applicata per dichiarare la cessazione della materia del contendere quando il riesame amministrativo ha integralmente soddisfatto la pretesa azionata, facendo venir meno l'interesse alla prosecuzione del ricorso.

  • art. 74 c.p.a.

    La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata ai sensi della disposizione richiamata nell'epigrafe.

Massime di principio

  • Quando, in seguito al riesame disposto o sollecitato in sede giurisdizionale, l'amministrazione annulla il provvedimento impugnato e adotta un atto pienamente satisfattivo della pretesa del ricorrente, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La sopravvenuta adozione del provvedimento richiesto elimina l'interesse concreto e attuale alla decisione di annullamento dell'atto originariamente impugnato, se la nuova determinazione soddisfa integralmente la posizione sostanziale dedotta in giudizio.
  • Nel procedimento di conversione del permesso di soggiorno per minore età, la valutazione della posizione deve tenere conto del parere positivo previsto dall'art. 32, comma 1-bis, del d.lgs. 286/1998, anche quando esso sia intervenuto tardivamente, secondo quanto evidenziato nella fase cautelare della decisione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilitàTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTutela cautelare

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