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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11737/2025 del 25/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma, in rito abbreviato, della condanna per furto pluriaggravato commesso entrando di notte in un garage. Il ricorrente ha dedotto quattro motivi: 1) erronea applicazione dell'aggravante della destrezza (art. 625 n.4 c.p.), poiche' l'autore avrebbe semplicemente approfittato della momentanea assenza/sonno del custode e dell'ufficio lasciato non chiuso a chiave, ossia di una situazione non provocata; 2) erronea applicazione dell'aggravante del travisamento (art. 625 n.5 c.p.), atteso che l'imputato indossava solo un comune cappellino con visiera che non ne avrebbe impedito il riconoscimento; 3) errata e immotivata applicazione della recidiva facoltativa, senza adeguata valutazione del requisito sostanziale dell'accentuata attitudine a delinquere; 4) mancato riconoscimento della causa di non punibilita' per particolare tenuita' del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p., con motivazione insufficiente da parte della Corte di appello.

La decisione

La Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla sussistenza dell'aggravante della destrezza, rinviando ad altra sezione della Corte di appello di Messina per nuovo esame soltanto su quel punto. Nel resto il ricorso e' stato rigettato: sono quindi confermate la condanna per il furto e gli altri elementi di valutazione (compresa l'applicazione della recidiva e l'esclusione della particolare tenuita' ex art. 131-bis). Il pubblico ministero aveva chiesto il rigetto del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 625 cod. pen. (nn. 4 e 5)

    Riferimento alle circostanze aggravanti del furto: n.4 destrezza (azione con particolare abilita' o astuzia idonea a eludere la sorveglianza del detentore) e n.5 travisamento (aver agito travisato). La Corte richiede elementi concreti che dimostrino abilita' qualificante e non il mero sfruttamento di una disattenzione non provocata.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilita' per particolare tenuita' del fatto: applicazione limitata da criteri legislativi e giurisprudenziali relativi ad entita' e natura della pena, abitualita' e valutazione qualitativa e quantitativa del disvalore del fatto; nel caso specifico esclusione sulla base di indicazioni sulla somma e sulla offensivita' del comportamento.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena: richiamato come parametro da valutare quando si esamina la rilevanza della recidiva e della pericolosita' concreta del reo.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti alla motivazione dei motivi in cassazione: il ricorso e' stato proposto nei limiti richiesti da questa disposizione.

  • art. 606 comma 3 cod. proc. pen.

    Principio di inammissibilita' del motivo di cassazione che contesti un'aggravante non impugnata in appello, perche' sul punto si forma il giudicato: la Corte ha rilevato l'inammissibilita' di uno dei motivi perche' fuori dal perimetro dell'appello.

  • Sentenza Sez. U. n. 34090 del 27/04/2017 (Quarticelli)

    "In tema di furto, la circostanza aggravante della destrezza sussiste qualora l'agente abbia posto in essere, prima o durante l'impossessamento del bene mobile altrui, una condotta caratterizzata da particolari abilita', astuzia o avvedutezza ed idonea a sorprendere, attenuare o eludere la sorveglianza del detentore sulla res"

    Principio guida: l'aggravante richiede condotte attive e qualificanti che neutralizzino la vigilanza del detentore; non e' sufficiente il mero approfittare di una disattenzione non provocata.

  • Sentenza Sez. U. n. 5859 del 27/10/2011 (Marcianò) e giurisprudenza successiva

    Sull'applicazione della recidiva: la recidiva va ponderata con motivazione specifica e concreta sulla maggiore pericolosita' e colpevolezza del reo; il giudice deve spiegare il rapporto tra precedenti e nuovo reato ai sensi dell'art. 133 c.p.

  • D.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150

    Modifiche normative che hanno inciso sul campo di applicazione dell'art. 131-bis (esclusione di alcune categorie di reati e nuovi criteri di valutazione), richiamate nella disamina sulla particolare tenuita'.

Massime di principio

  • L'aggravante della destrezza richiede una condotta attiva e qualificata (abilità, astuzia o accortezza) idonea a eludere la vigilanza del detentore: non basta approfittare di una semplice disattenzione o del sonno non provocato del custode.
  • Per il travisamento e' necessario un mezzo idoneo a rendere difficile o impossibile il riconoscimento; un comune cappellino non sempre integra l'aggravante.
  • La recidiva, specie quella facoltativa, richiede motivazione specifica sul nesso tra precedenti e fatto nuovo e sulla maggiore pericolosita' del soggetto; il giudice deve valutare concretamente ai sensi dell'art. 133 c.p.
  • L'applicazione dell'art. 131-bis e' limitata da criteri sia qualitativi che quantitativi stabiliti dalla legge e dalla giurisprudenza; il giudice deve motivare la valutazione della particolare tenuita' sulla base dell'entita', del disvalore e della colpevolezza.
  • In cassazione e' inammissibile censurare questioni derivanti da elementi non impugnati in sede di appello perche' si forma il giudicato; eccezioni procedurali rilevanti possono determinare l'inammissibilita' del motivo.
  • Se la Corte di legittimita annulla solo in parte (es. una aggravante) conseguente e' il rinvio ad altro giudice di merito per esame ristretto al punto censurato: la rinnovata valutazione deve confrontarsi espressamente con le deduzioni difensive e con i principi di diritto richiamati.

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