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Sentenza

Sentenza n. 925/2026 - Bari, Sezione 3

Giustizia amministrativa202601027

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di sospensione per trenta giorni dell'attività alberghiera, nonché, in via derivata, cinque verbali di accertamento e contestazione di illeciti amministrativi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato l'ordinanza con cui il Comune di Bari ha disposto la sospensione per trenta giorni dell'attività alberghiera esercitata in forza di SCIA. L'ordinanza traeva fondamento da cinque verbali relativi: alla mancata validità della copertura assicurativa per responsabilità civile al momento del sopralluogo; alla mancata disponibilità della relazione descrittiva della struttura; alla mancata esposizione della SCIA; alla mancata esposizione del codice identificativo nazionale; alla comunicazione tardiva dei prezzi e dei servizi. La ricorrente ha dedotto l'incompetenza dell'organo comunale, sostenendo che il potere di sospensione ex art. 10 TULPS riguarderebbe soltanto le autorizzazioni di polizia e non le attività avviate mediante SCIA; la falsa applicazione della disciplina statale e regionale; l'insussistenza delle violazioni, assumendo che la documentazione fosse stata depositata con la SCIA, che la copertura assicurativa fosse stata successivamente ripristinata e che le altre irregolarità fossero meramente formali; la violazione dell'art. 72 della legge regionale, ritenuto applicabile soltanto in caso di recidiva o superamento della capacità ricettiva autorizzata; la violazione del contraddittorio procedimentale; il difetto di motivazione; il travisamento dei fatti; la sproporzione della sospensione; il conflitto di interessi del dirigente firmatario, intervenuto anche nella fase relativa ai verbali presupposti.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha escluso l'incompetenza, rilevando che il provvedimento non esercita il potere di sospensione delle autorizzazioni di polizia ex art. 10 TULPS, ma è collegato al titolo abilitativo alberghiero costituito dalla SCIA, rispetto al quale il Comune è competente; la sospensione è stata adottata per l'esercizio dell'attività in parziale difformità e abuso rispetto al titolo. Nel merito, il Collegio ha ritenuto sufficienti a sorreggere autonomamente il provvedimento due violazioni. La prima riguarda la capacità ricettiva: la polizza assicurativa depositata dalla società copriva quarantotto persone, mentre la struttura aveva dichiarato una capacità di ventiquattro persone. Tale dato documentale, proveniente dalla stessa ricorrente, è stato ritenuto indice grave e preciso di una capacità superiore a quella dichiarata, non superabile dalla teorica ipotesi di camere dotate soltanto di letti singoli di grandi dimensioni. La seconda riguarda la copertura assicurativa: al momento del sopralluogo il premio non era stato pagato e la copertura non era valida. La successiva regolarizzazione non elimina la violazione già consumata, che incide sulla sicurezza degli ospiti e non costituisce una mera irregolarità documentale. Il TAR ha ritenuto non sproporzionata la sospensione di trenta giorni, considerando la pluralità delle violazioni e la gravità delle due violazioni concernenti capacità ricettiva e assicurazione. Le censure relative agli altri tre verbali e ai profili procedimentali sono state assorbite, poiché non avrebbero potuto incidere sull'esito, essendo il provvedimento già integralmente giustificato dalle due violazioni principali. Pur respingendo il ricorso, il giudice ha stabilito che il Comune debba comunicare un nuovo termine di decorrenza della sospensione, non anteriore a quarantacinque giorni dal ricevimento della sentenza, mantenendo la durata di trenta giorni. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 10 TULPS

    Il potere di sospensione previsto dalla disposizione non è stato ritenuto applicabile al caso concreto, poiché la misura impugnata è stata ricondotta al titolo abilitativo alberghiero costituito dalla SCIA e alla competenza comunale su tale titolo.

  • art. 72 l.r. Puglia 11/2019

    La disposizione è richiamata nella contestazione della ricorrente e nei verbali, ma il TAR ha ritenuto il provvedimento legittimo sulla base della gravità delle violazioni accertate, senza svolgere una specifica interpretazione analitica dei presupposti della norma.

  • art. 60 c.p.a.

    La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Quando un'attività alberghiera è esercitata mediante SCIA, una misura comunale di sospensione collegata alla difformità o all'abuso rispetto al titolo abilitativo rientra nella competenza comunale sul titolo stesso e non integra necessariamente l'esercizio del potere di sospensione delle autorizzazioni di polizia previsto dall'art. 10 TULPS.
  • Il dato documentale proveniente dallo stesso gestore, quale una polizza assicurativa riferita a una capacità ricettiva doppia rispetto a quella dichiarata nel titolo, può costituire un indizio grave e preciso della maggiore capacità effettiva della struttura, non superato da ipotesi meramente teoriche e prive di adeguato riscontro.
  • La mancata validità della copertura assicurativa al momento del sopralluogo integra una violazione sostanziale incidente sulla sicurezza degli ospiti; la successiva regolarizzazione non elimina l'illecito già accertato.
  • La legittimità di una misura di sospensione può essere integralmente sorretta da alcune violazioni autonome, oggettivamente gravi e direttamente incidenti sulla sicurezza e sulla corretta gestione della struttura, con assorbimento delle censure relative ad altre contestazioni e ai profili procedimentali.
  • Una sospensione dell'attività alberghiera della durata di trenta giorni non è sproporzionata quando sia giustificata dalla pluralità delle violazioni e, in particolare, da irregolarità sostanziali riguardanti la capacità ricettiva e la copertura assicurativa.

Come è indicizzato

MaterieTurismo e strutture ricettiveInvalidità del provvedimento
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiIncompetenzaProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoriaEccesso di potere

Testo integrale

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