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Sentenza

Sentenza n. 3117/2026 - Milano, Sezione 3

per l'ottemperanza al giudicato formatosi in relazione alla sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, n. 3700/2024 del 24 luglio 2024.

Giustizia amministrativa202504657

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla carta docente e condannato il Ministero al pagamento delle somme dovute

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza, ai sensi dell'art. 114 c.p.a., deducendo la mancata esecuzione da parte del Ministero di una sentenza esecutiva e passata in giudicato del Tribunale di Milano, notificata all'Amministrazione il 4 marzo 2025. Il titolo giudiziale aveva accertato il diritto della docente a usufruire della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione per le annualità indicate nella sentenza e aveva condannato il Ministero al pagamento delle somme corrispondenti. Dopo la proposizione del ricorso, il Ministero ha attribuito gli importi richiesti, soddisfacendo integralmente la pretesa sostanziale. La ricorrente ha quindi insistito soltanto per la liquidazione delle spese di lite.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che il Ministero, dopo l'instaurazione del giudizio, aveva integralmente dato esecuzione al giudicato. Ha tuttavia posto le spese a carico del Ministero secondo il criterio della soccombenza virtuale. Il Collegio ha considerato che la sentenza era stata notificata il 4 marzo 2025, era passata in giudicato e non era stata eseguita entro il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997; l'esecuzione era intervenuta soltanto dopo il deposito del ricorso per ottemperanza, avvenuto il 28 novembre 2025. Le spese sono state liquidate in euro 500,00, oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l'esecuzione del giudicato; il ricorso è divenuto privo di oggetto dopo l'esecuzione spontanea dell'Amministrazione.

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento

    Il termine dilatorio per l'adempimento delle obbligazioni pecuniarie dell'Amministrazione era decorso senza che il Ministero eseguisse il titolo; ciò ha giustificato la proposizione del ricorso e la condanna alle spese secondo la soccombenza virtuale.

Massime di principio

  • Quando l'Amministrazione esegue integralmente il giudicato dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, la pretesa sostanziale risulta soddisfatta e il giudizio deve essere definito con dichiarazione di cessata materia del contendere.
  • L'esecuzione del giudicato intervenuta nelle more non esclude la regolazione delle spese di lite: il giudice può applicare il criterio della soccombenza virtuale valutando quale parte avrebbe verosimilmente prevalso al momento della proposizione del ricorso.
  • Se l'Amministrazione non esegue una sentenza notificata e passata in giudicato entro il termine dilatorio legalmente previsto per il pagamento, e adempie soltanto dopo il deposito del ricorso per ottemperanza, le spese del giudizio possono essere poste a suo carico anche quando l'adempimento sopravvenuto determina la cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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