Sentenza n. 1657/2026 - Firenze, Sezione 1
per l’ottemperanza della Sentenza n. 720/2024 - RG n. 480/2024 – pubblicata il 06/11/2024, emessa dal Tribunale di Siena, Sez. lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Siena che aveva riconosciuto il diritto della docente alla Carta elettronica per gli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza n. 720/2024 del Tribunale di Siena, Sezione lavoro, notificata al Ministero il 6 febbraio 2025 e passata in giudicato, con la quale era stato accertato il suo diritto all'assegnazione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente e il Ministero era stato condannato a corrisponderle euro 500,00 per ciascuna delle annualità 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, oltre interessi legali. La ricorrente ha dedotto la persistente inesecuzione del giudicato e ha chiesto che fosse ordinato al Ministero di accreditare gli importi dovuti. Il ricorso per ottemperanza è stato notificato il 10 settembre 2025, dopo il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto per l'esecuzione delle obbligazioni pecuniarie della pubblica amministrazione.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza, rilevando che la sentenza del Tribunale di Siena era stata notificata all'amministrazione, era passata in giudicato, il termine dilatorio di centoventi giorni era stato rispettato e l'inottemperanza ministeriale non era contestata. Ha ordinato al Ministero di dare immediata e integrale esecuzione al giudicato, accreditando mediante la Carta del docente euro 500,00 per ciascuno degli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, oltre agli interessi legali, entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza. Per il caso di ulteriore inadempimento, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore generale dell'Ufficio centrale di Bilancio del Ministero, o un funzionario delegato, incaricandolo di provvedere nei successivi sessanta giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre oneri e accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 112 c.p.a.
La tutela dell'ottemperanza consente di ottenere l'esecuzione del giudicato e l'adozione delle misure necessarie a rendere effettivo il comando giudiziale.
art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996
Il ricorso esecutivo contro una pubblica amministrazione per obbligazioni pecuniarie è stato ritenuto tempestivo perché proposto dopo il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione della sentenza ai fini esecutivi.
l. n. 107/2015
Costituisce la base normativa del diritto alla Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, già riconosciuto dal giudicato da eseguire.
Massime di principio
- Il giudice amministrativo può ordinare l'ottemperanza a una sentenza passata in giudicato che imponga a una pubblica amministrazione l'erogazione di somme o di un beneficio, quando l'amministrazione non abbia dato esecuzione al comando giudiziale.
- Ai fini dell'azione esecutiva nei confronti della pubblica amministrazione, la notificazione della sentenza per fini esecutivi e il decorso del termine dilatorio previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996 costituiscono presupposti verificabili dal giudice prima dell'adozione delle misure di ottemperanza.
- In presenza di un giudicato ineseguito, il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'adempimento e nominare preventivamente un commissario ad acta, autorizzandolo a provvedere in caso di ulteriore inerzia dell'amministrazione.
- L'ottemperanza deve assicurare l'esecuzione integrale del comando giudiziale, comprese le somme principali e gli interessi legali riconosciuti dal giudicato.
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