Cassazione Civile, Sentenza n. 967/2023 del 13/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, accogliendo la richiesta dell'Agenzia; non è stata pronunciata alcuna decisione di merito sulla fondatezza dell'accertamento né sui profili di abuso del diritto. Le parti hanno confermato l'accordo sulle spese.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio che aveva rigettato l'appello dell'Agenzia avverso la decisione della CTP che aveva accolto il ricorso di 3C spa contro un avviso di accertamento relativo a IRES per il 2007. L'avviso contestava, tra l'altro, un presunto abuso del diritto collegato a operazioni di lease-back. L'Agenzia ha dedotto tre motivi in cassazione. Nel corso del giudizio la società consolidata Romana Investimenti Immobiliari spa ha definito agevolmente la lite (per effetto di un 'accordo quadro' con l'Agenzia), liberando 3C dalle correlative obbligazioni fiscali; sulla base di ciò l'Agenzia ha chiesto la dichiarazione di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.
Norme richiamate
IRES (Imposta sul reddito delle società)
Oggetto dell'avviso di accertamento relativo all'anno 2007; la controversia verteva sulla pretesa erariale per imposte dirette attribuite alla posizione del consolidante.
Abuso del diritto (principio fiscale)
La Commissione regionale aveva ritenuto che non sussistesse abuso in relazione al lease-back, qualificando l'operazione come pienamente lecita; tale valutazione di merito non è stata però esaminata dalla Corte di cassazione, che ha dichiarato estinto il giudizio per sopravvenuta causa.
Definizione agevolata / accordo quadro tra l'Agenzia e la società del gruppo
La definizione agevolata perfezionata dalla consolidata ha estinto le obbligazioni fiscali gravanti sulla consolidante 3C, determinando la cessazione della materia del contendere e la conseguente estinzione del processo.
Cessazione della materia del contendere (principio processuale)
Base processuale per dichiarare l'estinzione del giudizio: quando la causa di contendere viene meno per sopravvenuta causa che elimina l'interesse alla decisione (es. estinzione del credito tributario), il giudizio si estingue senza pronuncia sul merito.
Massime di principio
- Se, nel corso del giudizio tributario, la controversia sostanziale viene definita fuori processo (es. con definizione agevolata che estingue il credito fiscale), il giudice può dichiarare estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere senza decidere sul merito.
- La chiusura della posizione fiscale della società consolidata può liberare il consolidante dalle obbligazioni correlate; in questi casi l'Agenzia può richiedere l'estinzione del processo per sopravvenuta mancanza di interesse.
- Il riconoscimento di liceità di operazioni complesse (es. lease-back) è valutazione di merito che richiede esame fattuale; tuttavia, se la controversia viene estinta per definizione, tale valutazione non verrà affrontata dal giudice.
- In ipotesi di contenzioso di gruppo o consolidato, è importante verificare chi ha titolo a definire la lite e se la definizione comporta realmente l'estinzione delle obbligazioni del resistente; l'effetto estintivo deve essere concreto e documentabile.
- Proceduralmente, le parti possono concordare anche le spese; se l'Amministrazione fiscale chiede estinzione e le condizioni sostanziali sono soddisfatte, la Corte tende a dichiarare estinto il giudizio.
- Dal punto di vista dell'Agenzia, la definizione agevolata è uno strumento che può interrompere il contenzioso pendente; per il contribuente, la definizione può evitare un pronunciamento sfavorevole di merito ma comporta la perdita dell'opportunità di una pronuncia favorevole se già intervenuta in primo o secondo grado.
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