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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34614/2022 del 24/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato in cassazione il decreto con cui il Tribunale di Bari aveva negato la protezione umanitaria. Con l'unico motivo ha denunciato violazione o falsa applicazione degli artt. 11 preleggi, 5 e 19 del t.u. immigrazione, 32 del d.lgs. n. 25 del 2008, oltre a un errore su un fatto decisivo. In concreto ha sostenuto, da un lato, che il tribunale avesse erroneamente collocato la data della domanda di protezione dopo il 5 ottobre 2018, applicando così la disciplina introdotta dal d.l. n. 113 del 2018, quando invece la domanda era stata presentata il 15 giugno 2018; dall'altro lato, che sussistessero comunque i presupposti per il permesso per ragioni umanitarie, in ragione della sua integrazione nel Paese di accoglienza e della mancanza di riferimenti in Senegal, con ricostruzione delle vicende familiari e politiche ritenuta carente.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la prima censura, pur formalmente prospettata come violazione di legge e errore di fatto, integrasse in realtà un vizio revocatorio, poiché lo stesso ricorrente assumeva come pacifica la data effettiva di proposizione della domanda; tale vizio non è deducibile con ricorso per cassazione. Ha inoltre qualificato la seconda censura come doglianza di merito, fondata su una generica affermazione della sussistenza dei presupposti della protezione umanitaria, già motivatamente esclusi dal tribunale. Nessuna statuizione sulle spese è stata adottata, poiché l'atto dell'Avvocatura dello Stato non vale come controricorso. È stato inoltre dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 11 preleggi

    Richiamato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate; la Corte non svolge una specifica interpretazione di tale disposizione, limitandosi a rilevare l'inammissibilità delle censure.

  • art. 5 t.u. immigrazione

    È richiamato in relazione alla protezione umanitaria; la Corte non entra nel merito della sua applicazione, perché considera inammissibile il ricorso.

  • art. 19 t.u. immigrazione

    Richiamato dal ricorrente nel quadro della disciplina della protezione; la Corte non ne fornisce una lettura autonoma.

  • art. 32 d.lgs. n. 25 del 2008

    Indicata tra le norme denunciate per violazione di legge; la Corte non affronta il merito della loro applicazione.

  • d.l. n. 113 del 2018

    Richiamato come disciplina che il tribunale avrebbe applicato in ragione della supposta tardività della domanda.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    La Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, se dovuto.

Massime di principio

  • Il vizio che attiene alla supposizione di un fatto pacifico, ma travisato dal giudice, può integrare un errore revocatorio e non è deducibile come motivo di ricorso per cassazione.
  • La Corte di cassazione non può essere investita di una mera rivalutazione del merito sotto la veste di violazione di legge o di censura generica sulla sussistenza dei presupposti di una forma di protezione.
  • Quando il giudice di merito ha motivatamente escluso la protezione umanitaria, una doglianza che si limiti a contrapporre una diversa lettura dei fatti è inammissibile in sede di legittimità.
  • L'atto di costituzione dell'Avvocatura dello Stato, se non assume la forma di controricorso, non comporta statuizione sulle spese nei confronti della parte resistente.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civileImmobiliare
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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