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Sentenza

Corte di giustizia, Ordinanza C-50/16

Ordinanza della Corte (Decima Sezione) del 2 giugno 2016. — Halina Grodecka contro Józef Konieczka e a. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sąd Rejonowy w Koninie. — Rinvio pregiudiziale – Libertà di stabilimento – Diritti fondamentali – Rispetto del diritto di proprietà – Regime speciale di successione per quanto riguarda le aziende agricole – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Ambito di applicazione – Attuazione del diritto dell’Unione – Insussistenza – Fatti oggetto del procedimento principale precedenti alla data di adesione dello Stato membro interessato all’Unione europea – Manifesta incompetenza della Corte. — Causa C-50/16

Giurisprudenza europea62016CO0050

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte, in ordinanza motivata, ha ritenuto manifestamente irricevibile il rinvio del giudice polacco relativo a una disciplina nazionale sulla successione di aziende agricole. Poiché i fatti erano anteriori all’adesione della Polonia all’UE e la controversia non rientrava nell’attuazione del diritto dell’Unione, mancava la competenza della Corte. La domanda è stata quindi respinta senza esame nel merito.

Rinvio pregiudiziale dichiarato irricevibile per manifesta incompetenza: successione di azienda agricola in una controversia relativa a fatti anteriori all’adesione della Polonia all’UE e senza attuazione del diritto dell’Unione.

La questione giuridica

Se gli articoli 2 e 8 TFUE, l’articolo 1 del protocollo n. 1 CEDU, l’articolo 14 CEDU e l’articolo 17, paragrafo 1, della Carta ostino a una normativa nazionale che limita la devoluzione ereditaria di un’azienda agricola a favore dell’erede che non soddisfi determinati criteri sostanziali di idoneità alla gestione agricola.

Principio di diritto

La Corte ha dichiarato la propria manifesta incompetenza a rispondere, poiché la successione controversa si è aperta il 10 ottobre 2000, quindi prima dell’adesione della Polonia all’Unione, e perché la normativa nazionale sulla devoluzione di aziende agricole non costituisce attuazione del diritto dell’Unione né presenta un collegamento concreto con esso. Di conseguenza, né gli articoli 2 e 8 TFUE né l’articolo 17 della Carta, né le disposizioni della CEDU richiamate possono essere interpretati dalla Corte nel quadro del rinvio.

Norme richiamate

  • Articolo 267 TFUE
  • Articolo 53, paragrafo 2, del regolamento di procedura della Corte
  • Articoli 2 e 8 TFUE
  • Articolo 51, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 51, paragrafo 2, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 6, paragrafo 1, TUE
  • Articolo 17, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 1 del protocollo addizionale n. 1 alla CEDU
  • Articolo 14 CEDU

Successione di azienda agricola e competenza della Corte

La pronuncia riguarda un rinvio pregiudiziale del Sąd Rejonowy w Koninie (Polonia) in una controversia successoria avente ad oggetto anche un’azienda agricola di oltre 1 ettaro. La Corte non entra nel merito della compatibilità della disciplina polacca con i diritti fondamentali, ma verifica preliminarmente la propria competenza.

Fatti e procedimento principale

La sig.ra Halina Grodecka ha promosso un procedimento per la dichiarazione di successione dopo il decesso del sig. Kazimierz Konieczka, avvenuto il 10 ottobre 2000. La massa ereditaria comprendeva, tra l’altro, un’azienda agricola. Il giudice del rinvio osserva che la disciplina allora applicabile, contenuta negli articoli 1058 e seguenti del codice civile polacco, prevedeva un regime speciale per la devoluzione legale delle aziende agricole di superficie superiore a 1 ettaro, subordinando l’eredità a condizioni personali e professionali dell’erede.

Normativa nazionale richiamata dal giudice del rinvio

Secondo la decisione di rinvio:

  • l’articolo 1059 del codice civile limitava la successione nell’azienda agricola agli eredi che, al momento dell’apertura della successione, lavoravano nel settore agricolo o possedevano una formazione professionale idonea;
  • l’articolo 1063 prevedeva la devoluzione secondo i principi generali solo in mancanza di coniuge o genitori del de cuius aventi i requisiti richiesti;
  • l’articolo 1064 rinviava a un regolamento del Consiglio dei ministri per definire le qualifiche professionali rilevanti;
  • l’articolo 925 stabiliva che la massa ereditaria si trasmette all’erede alla data del decesso. Il giudice del rinvio rileva inoltre che le disposizioni in questione erano state dichiarate incostituzionali dalla sentenza del Trybunał Konstytucyjny del 31 gennaio 2001, pubblicata il 14 febbraio 2001.

Questioni sottoposte alla Corte

Il giudice nazionale chiede, in sostanza, se il diritto dell’Unione osti a norme nazionali che limitano la devoluzione ereditaria di un’azienda agricola quando l’erede, polacco o straniero, non soddisfi criteri sostanziali stabiliti dalla legge e da un atto esecutivo. Il rinvio menziona in particolare:

  • gli articoli 2 e 8 TFUE;
  • l’articolo 1 del protocollo n. 1 CEDU;
  • l’articolo 14 CEDU;
  • l’articolo 17, paragrafo 1, della Carta.

Ragionamento della Corte: manifesta incompetenza

La Corte richiama l’articolo 53, paragrafo 2, del regolamento di procedura, che consente di dichiarare con ordinanza motivata la manifesta incompetenza senza proseguire il procedimento.

La prima ragione di incompetenza è temporale: la Corte ricorda che può interpretare il diritto dell’Unione rispetto a un nuovo Stato membro solo a decorrere dalla data della sua adesione. Poiché il decesso del de cuius è avvenuto il 10 ottobre 2000 e, ai sensi dell’articolo 925 del codice civile polacco, la successione si è aperta in quella data, i fatti sono anteriori al 1° maggio 2004, data di adesione della Polonia all’Unione.

La seconda ragione riguarda l’ambito di applicazione della Carta e dei Trattati. L’articolo 51, paragrafo 1, della Carta limita la sua applicazione agli Stati membri soltanto quando attuano il diritto dell’Unione; inoltre, l’articolo 6, paragrafo 1, TUE e l’articolo 51, paragrafo 2, della Carta escludono che la Carta estenda le competenze dell’Unione. Nel caso di specie, il procedimento principale riguarda una successione regolata da norme sostanziali e processuali di diritto polacco, senza alcun elemento che indichi attuazione del diritto dell’Unione o esercizio di un’azione dell’Unione ai sensi dell’articolo 8 TFUE.

La Corte aggiunge che, sebbene l’articolo 1 del protocollo n. 1 e l’articolo 14 CEDU coincidano in parte con gli articoli 17 e 21 della Carta, manca comunque un collegamento concreto con il diritto dell’Unione. In assenza di tale nesso, la Corte non è competente a pronunciarsi nemmeno su tali disposizioni convenzionali nel contesto del rinvio pregiudiziale.

Dispositivo

La Corte di giustizia dichiara la propria manifesta incompetenza a rispondere alla questione sottoposta dal Sąd Rejonowy w Koninie. Le spese restano rimesse al giudice nazionale per quanto riguarda le parti del procedimento principale.

Principio desumibile

La Corte non è competente a rispondere a un rinvio pregiudiziale che investe una controversia successoria regolata esclusivamente dal diritto nazionale, quando i fatti sono anteriori all’adesione dello Stato membro all’Unione e non emerge alcuna attuazione del diritto dell’Unione: in tali circostanze, la Carta, i Trattati e le disposizioni della CEDU richiamate non possono fondare la competenza della Corte.

Come è indicizzato

MateriesuccessioniproprietàCarta dei diritti fondamentaliambito di applicazione del diritto dell'unionecompetenza pregiudiziale

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