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Sentenza

Sentenza n. 317/2026 - Milano, Sezione 2

per l’ottemperanza della Sentenza n. 538/2024 emessa in data 10 dicembre 2024 dal Tribunale di Lodi.

Giustizia amministrativa202502422

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Lodi che riconosceva il beneficio della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente e il rimborso delle spese legali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, docente a tempo determinato nell'anno scolastico 2023/2024, ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Lodi che aveva accertato il suo diritto al beneficio economico di 500 euro, mediante assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente prevista dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015, condannando il Ministero anche al rimborso delle spese legali. La sentenza non era stata spontaneamente eseguita. Il Ministero si è costituito senza contestare l'inadempimento, il passaggio in giudicato della pronuncia o la sua notificazione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'Amministrazione era ancora inadempiente rispetto alla sentenza del Tribunale di Lodi, ormai passata in giudicato e notificata al Ministero. Ha ritenuto pertanto soddisfatte le condizioni previste dall'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall'art. 14 del d.l. n. 669 del 1996, convertito dalla legge n. 30 del 1997. Il Ministero è stato condannato a dare piena esecuzione alla sentenza, inclusa la parte relativa alle spese legali, entro novanta giorni dalla comunicazione della pronuncia. Per l'eventuale ulteriore inerzia è stato nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, con intervento subordinato a istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato e con ulteriori centoventi giorni per l'esecuzione. Nessun compenso è stato riconosciuto al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di giudizio, liquidate in 1.000 euro, oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    Consente l'azione di ottemperanza per conseguire l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti esecutivi del giudice ordinario, nei confronti della pubblica amministrazione.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997

    È richiamato quale ulteriore presupposto applicabile all'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione, in presenza della sentenza notificata all'amministrazione e dell'inadempimento.

  • art. 1, comma 121, legge n. 107/2015

    Prevede la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, cui la sentenza del giudice ordinario aveva ricondotto il beneficio economico di 500 euro riconosciuto alla ricorrente.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è fondata quando la pubblica amministrazione non esegue una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato, notificata all'amministrazione e recante un obbligo esecutivo determinato o determinabile.
  • Quando l'inadempimento persiste, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione di dare piena esecuzione al giudicato entro un termine, nominando sin d'ora un commissario ad acta per l'ipotesi di ulteriore inerzia.
  • L'ordine di ottemperanza comprende tutte le statuizioni esecutive contenute nella sentenza da eseguire, incluse quelle relative al rimborso delle spese legali.
  • L'attività svolta dal commissario ad acta non dà luogo a compenso quando rientra nei suoi compiti istituzionali.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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