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Sentenza

Sentenza n. 646/2026 - Catania, Sezione 1

per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - della Deliberazione del 28.09.2023 n. 125 – che risulta pubblicata all’albo pretorio online dal 02.10.2023 al 17.10.2023 – con cui la Giunta Municipale del Comune di Giardini Naxos ha espresso “…l’indirizzo di eseguire il dictum della sentenza del T.A.R. Catania n. 1592 del 15 maggio 2023 mediante l’esercizio della decisione amministrativa discrezionale di provvedere... alla restituzione in favore della Ditta proprietaria del terreno oggetto di originaria occupazione...”; - di ogni altro atto e/o provvedimento amministrativo, antecedente e/o successivo, comunque presupposto, connesso e/o consequenziale, ivi compresi i seguenti non meglio conosciuti atti citati nella deliberazione impugnata: 2.1) le non meglio individuate valutazioni tecniche condotte dal IV Settore, 2.2) la nota prot. N. 12897 del 25 maggio 2023, 2.3) il parere legale acquisito in data 07.09.2023, 2.4) la delibera di Giunta dell’11.09.2023 numero 110; 2.5) la comunicazione del 18.09.2023. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati dal ricorrente il 29 febbraio 2024: - degli stessi atti e/o provvedimenti impugnati con il ricorso introduttivo; - nonché dei seguenti ulteriori atti e/o provvedimenti: 3) della determinazione dirigenziale del 06.12.2023 numero 549 - mai notificata nelle forme di legge ai ricorrenti che ne hanno avuto notizia solo lo scorso 12.02.2024, e che comunque è risultata pubblicata all’Albo Pretorio per 15 giorni consecutivi a partire dal 7.12.2023 - con cui il Responsabile del Settore IV, Gestione del Territorio, del Comune di Giardini Naxos ha disposto di “…1) dare esecuzione all’ordine giudiziale di cui alla sentenza del TAR Catania n. 1592 del 15 magio 2023, mediante esercizio dell’opzione – ivi indicata – ovvero la restituzione in favore del Sig. John Puglia, in solido alla interveniente società Horizon srls, del terreno di proprietà, a suo tempo oggetto di occupazione, identificato in catasto terreni al foglio n. 1, particella n. 156 di mq. 490, particella n. 911 di mq 19.630 decurtati di mq. 1724 definiti con altro giudizio, particella n. 914 di mq. 650, per una superficie complessiva di mq. 19.046,00; 2) ritenere e dichiarare che la restituzione di cui al superiore punto 1) avviene senza il contestuale riconoscimento di alcunché a titolo di risarcimento del danno per occupazione illegittima in favore della Ditta Puglia e dell’interveniente società Horizon srls; 3) dare atto che il presente provvedimento sarà notificato al sig. John Puglia e alla società interveniente Horizon srls, nonché, ciascuno per quanto di competenza, al Sig. Sindaco, al Sig. Segretario Comunale e sarà altresì pubblicato all’Albo on line del Comune di Giardini Naxos; 4) rinviare agli ulteriori provvedimenti attuativi di competenza di questo Settore l’esecuzione in concreto dell’attività restitutoria mediante celebrazione di apposito sopralluogo in contraddittorio tra le parti e redazione di apposito verbale di consegna…”; 4) di ogni altro atto e/o provvedimento amministrativo, antecedente e/o successivo, comunque presupposto, connesso e/o consequenziale, ivi compresi ove occorra 4.1) la stessa Deliberazione di Giunta Municipale del 28.09.2023 n. 125; 4.2) la comunicazione del Responsabile del IV Settore del 29.01.2024 prot. n. 2314 recante “...Avviso di avvio del procedimento di occupazione temporanea ai sensi degli articoli 49 e 50 del D.P.R. n. 327/2001…”, 4.3) l’ulteriore comunicazione del Responsabile del IV Settore del 12.02.2024 prot. n. 3606 recante “riscontro Vs. messaggio p.e.c. dell’8 febbraio 2024”, 4.4) la determina del 5.10.2023 n. 71; 4.5) tutti gli altri atti e\o provvedimenti richiamati e già impugnati col ricorso introduttivo. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati dal ricorrente il 9 ottobre 2024: - degli stessi atti e/o provvedimenti impugnati con il ricorso introduttivo e con il primo ricorso per motivi aggiunti;

Giustizia amministrativa202302463

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazione della Giunta Municipale n. 125/2023 e determinazione dirigenziale n. 549/2023, recanti la scelta di restituire le aree illegittimamente occupate senza riconoscere il risarcimento del danno e senza previa riduzione in pristino

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari del terreno)

Prevale il privato

La controversia

Il terreno dei ricorrenti era stato occupato dal Comune per la realizzazione di opere di recupero idrogeologico e difesa del suolo, senza successiva emanazione del decreto di esproprio. Con la precedente sentenza n. 1592/2023 il TAR aveva imposto al Comune, alternativamente, di restituire i terreni previa riduzione in pristino e risarcimento del danno da occupazione illegittima, oppure di acquisirli mediante valido titolo o mediante la procedura ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, con corresponsione delle somme dovute. Il Comune, con la deliberazione n. 125/2023 e la determinazione n. 549/2023, optava per la restituzione, escludendo però qualsiasi risarcimento. I ricorrenti deducevano: violazione ed elusione della precedente sentenza, sviamento e violazione dei principi di correttezza e buona fede; difetto di istruttoria, irragionevolezza, contraddittorietà e carenza di motivazione nella scelta restitutoria; violazione dell’art. 3 l. n. 241/1990. Con i secondi motivi aggiunti evidenziavano inoltre, alla luce della documentazione acquisita tramite un precedente giudizio di accesso, che i lavori originariamente eseguiti avevano comportato trasformazioni significative e permanenti dei terreni, tra cui recinzioni, viali parafuoco, gabbionate, palificate, opere di regimazione delle acque e piantumazioni. La successiva comunicazione comunale di voler nuovamente occupare le aree per eliminare un rischio residuo risultava inoltre contraddittoria rispetto alla dichiarazione secondo cui le aree non rispondevano più a finalità di interesse pubblico.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e i motivi aggiunti. Ha rilevato che la precedente sentenza n. 1592/2023, confermata dal CGARS con sentenza n. 880/2025, imponeva al Comune di corrispondere il risarcimento del danno da occupazione illegittima sia in caso di restituzione sia in caso di acquisizione delle aree. La scelta comunale di restituire i terreni senza riconoscere alcunché a tale titolo ha quindi eluso il precedente dictum ed è stata dichiarata inefficace in quella parte. Il giudice ha inoltre ritenuto illegittima la restituzione senza previa riduzione in pristino: la documentazione sui lavori eseguiti smentiva l’assunto dell’amministrazione circa l’assenza di trasformazioni significative e permanenti. La scelta restitutoria, pur discrezionale, richiedeva una specifica istruttoria e una motivata valutazione sulla concreta possibilità di ripristinare lo status quo ante, anche considerando che la rimozione delle opere di contenimento avrebbe potuto contrastare con le esigenze di sicurezza idrogeologica. La successiva volontà di procedere a una nuova occupazione per eliminare il rischio residuo confermava la contraddittorietà dell’azione amministrativa. Gli atti sono stati quindi dichiarati inefficaci nella parte relativa al mancato risarcimento e annullati nella parte relativa alla restituzione senza previa riduzione in pristino. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.500, oltre accessori e rimborso del contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 1, lett. c), c.p.a.

    ...è opportuno disporre che l’ente intimato provveda alla restituzione o all’acquisizione dell’immobile del ricorrente...

    La norma è richiamata quale base del precedente ordine giudiziale di conformazione dell’attività amministrativa, imponendo all’amministrazione di determinarsi tra restituzione e acquisizione dell’immobile.

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    ...ovvero tramite la procedura disciplinata dall’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, con la corresponsione delle somme meglio ivi previste.

    La procedura di acquisizione sanante costituiva, insieme all’acquisto mediante valido titolo, l’alternativa alla restituzione delle aree; la relativa scelta non escludeva gli obblighi economici derivanti dall’occupazione illegittima.

  • art. 3 l. n. 241/1990

    L’obbligo di motivazione è stato invocato e ritenuto violato perché l’amministrazione non aveva adeguatamente istruito e motivato la concreta possibilità di ripristinare lo status quo ante e la compatibilità del ripristino con le esigenze di sicurezza idrogeologica.

  • art. 97 Cost.

    È stato richiamato in relazione ai principi di buon andamento e imparzialità, posti a fondamento delle censure contro l’elusione della precedente sentenza e la contraddittorietà della condotta amministrativa.

  • artt. 49 e 50 d.P.R. n. 327/2001

    ...Avviso di avvio del procedimento di occupazione temporanea ai sensi degli articoli 49 e 50 del D.P.R. n. 327/2001…

    Le disposizioni sono richiamate in relazione al successivo procedimento comunale volto alla nuova occupazione temporanea delle aree per la realizzazione di interventi di eliminazione del rischio residuo.

Massime di principio

  • Quando una sentenza impone all’amministrazione, in alternativa, la restituzione del bene illegittimamente occupato oppure la sua acquisizione mediante valido titolo, l’amministrazione deve rispettare integralmente gli effetti della pronuncia: la restituzione non può essere disposta escludendo il risarcimento del danno da occupazione illegittima già riconosciuto dal giudice.
  • La scelta discrezionale dell’amministrazione di restituire un bene illegittimamente occupato deve essere preceduta dalla verifica concreta della possibilità di riduzione in pristino e deve essere motivata sulla base dello stato effettivo dei luoghi e delle opere realizzate.
  • È illegittima per difetto di istruttoria e motivazione la restituzione di aree occupate quando l’amministrazione affermi l’assenza di trasformazioni significative, ma la documentazione dimostri l’esecuzione di opere permanenti e strutturali sui terreni.
  • La valutazione amministrativa sulla restituzione di aree occupate è contraddittoria quando, dopo aver affermato il venir meno dell’interesse pubblico alla loro occupazione, l’amministrazione manifesti a breve distanza temporale l’intenzione di occuparle nuovamente per realizzare interventi finalizzati alla tutela della sicurezza e alla riduzione del rischio idrogeologico.
  • L’obbligo di eseguire una sentenza amministrativa comprende anche il rispetto delle statuizioni economiche accessorie strettamente collegate alla misura restitutoria o acquisitiva; l’amministrazione non può sottrarsi a esse mediante una diversa qualificazione o una parziale esecuzione del comando giudiziale.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteEfficacia ed esecuzione del provvedimentoGiudizio di ottemperanzaDanno da provvedimento illegittimo
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativoResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del potereDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneEccesso di potere

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