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Sentenza

Sentenza n. 1030/2026 - Genova, Sezione 2

per l’accertamento del termine finale entro il quale debbono essere ultimati lavori edilizi approvati con permesso di costruire convenzionato e, conseguentemente, dell’inesistenza di alcuna condotta inadempiente, in capo alla ricorrente, agli obblighi dalla medesima convenzionalmente assunti, e, occorrendo, per l’annullamento dell’atto del Dirigente del Settore Tecnico comunale 3 novembre 2022 prot. n. 28643/2022 (P.E. n. 6127/2006) e di ogni atto relativo alla pratica edilizia al medesimo antecedente, presupposto e comunque connesso. del termine finale entro il quale debbono essere ultimati lavori edilizi approvati con permesso di costruire convenzionato e, conseguentemente, dell’inesistenza di alcuna condotta inadempiente, in capo alla ricorrente, agli obblighi dalla medesima convenzionalmente assunti, e, occorrendo, per l’annullamento dell’atto del Dirigente del Settore Tecnico comunale 3 novembre 2022 prot. n. 28643/2022 (P.E. n. 6127/2006) e di ogni atto relativo alla pratica edilizia al medesimo antecedente, presupposto e comunque connesso.

Giustizia amministrativa202200726

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. IISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: atto comunale che assegnava un termine di 15 giorni per completare opere di urbanizzazione, prospettando l'escussione delle fideiussioni e la dichiarazione di inagibilità degli edifici in caso di inadempimento

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società, parte di una convenzione stipulata con il Comune per il rilascio di un permesso di costruire convenzionato relativo alla realizzazione di fabbricati di edilizia residenziale convenzionata, opere di urbanizzazione e aree destinate a standard urbanistici, ha chiesto l'accertamento del termine finale applicabile per l'ultimazione dei lavori e dell'insussistenza di un proprio inadempimento agli obblighi convenzionali. In via eventuale ha chiesto l'annullamento dell'atto comunale del 3 novembre 2022, con il quale era stato intimato il completamento delle opere entro 15 giorni, con avvertimento dell'avvio del procedimento di escussione delle fideiussioni e della dichiarazione di inagibilità delle costruzioni. Il Comune ha eccepito la sopravvenuta carenza di interesse, evidenziando di avere, con nota dell'11 luglio 2023, riconosciuto l'applicabilità delle proroghe di legge e individuato nel 29 giugno 2023 il termine finale per l'ultimazione. La società ha rimesso la questione alla valutazione del Tribunale, sostenendo tuttavia la persistenza dell'interesse in relazione all'accertamento del termine, alla modifica della convenzione e alle possibili sanzioni per ritardi.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il Comune, successivamente alla proposizione del ricorso, ha riconosciuto l'applicabilità della proroga legale prevista dall'art. 10-septies, comma 1, del d.l. n. 21/2022, individuando il termine finale per l'ultimazione delle opere nel 29 giugno 2023, in conformità a quanto richiesto dalla società. È stata esclusa la rilevanza della prospettata modifica della convenzione, poiché non costituiva oggetto di una specifica domanda introduttiva, essendo stata richiamata soltanto incidentalmente per escludere condotte colpose. È stato inoltre ritenuto non attuale l'interesse fondato sulle possibili sanzioni per ipotetici ritardi: tali eventuali inadempimenti avrebbero potuto essere valutati soltanto dopo la scadenza del termine prorogato. L'interesse a ricorrere deve infatti essere concreto e attuale, non eventuale o ipotetico. Spese compensate per l'esito in rito e la peculiarità della questione.

Norme richiamate

  • art. 10-septies, comma 1, d.l. 21 marzo 2022, n. 21, convertito dalla l. 20 maggio 2022, n. 51

    La proroga legale del termine per l'ultimazione delle opere edilizie è stata ritenuta applicabile alla fattispecie e, in quanto riconosciuta dal Comune con individuazione del nuovo termine finale, ha fatto venir meno l'interesse attuale della società alla domanda di accertamento.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato quale disposizione concernente la trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • La sopravvenuta determinazione dell'amministrazione che riconosca il termine legale richiesto dal ricorrente e risolva integralmente la questione oggetto della domanda può determinare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • L'interesse a ricorrere deve essere concreto e attuale; non è sufficiente la prospettazione di sanzioni o conseguenze amministrative meramente eventuali, ipotetiche e future.
  • La verifica dell'inadempimento agli obblighi di ultimazione di opere edilizie convenzionate può essere compiuta soltanto dopo la scadenza del termine finale, eventualmente prorogato, per l'esecuzione dei lavori.
  • Una questione richiamata nel ricorso soltanto incidentalmente, al fine di escludere la colpa del ricorrente, non può essere trattata come domanda autonoma se non è stata specificamente proposta nell'atto introduttivo.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziPiani attuativi e lottizzazioniLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereSopravvenuta carenza di interesseTermini del procedimentoEffetto conformativo e riedizione del potere

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