Sentenza n. 1407/2026 - Firenze, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Firenze, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica del docente per quattro anni scolastici
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l’ottemperanza della sentenza n. 644/2024 del Tribunale di Firenze, Sezione Lavoro, passata in giudicato, con la quale era stato riconosciuto il diritto al beneficio previsto dall’art. 1, comma 121, l. n. 107/2015 per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, mediante attribuzione della Carta elettronica del docente del valore nominale di € 500,00 per ciascun anno. Ha inoltre chiesto la nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inerzia dell’amministrazione e la condanna alle spese. Il TAR ha verificato l’ammissibilità dell’azione, rilevando la notifica del titolo esecutivo al Ministero, il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996 e il passaggio in giudicato della sentenza.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato. Ha ordinato al Ministero dell’Istruzione e del Merito, qualora non avesse già provveduto, di conformarsi integralmente al giudicato, assegnando il termine di 60 giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione di parte, se anteriore, per attribuire alla ricorrente la Carta elettronica del docente nei limiti riconosciuti dalla sentenza ottemperanda. Ha escluso gli interessi legali e le spese di lite della precedente causa, perché non compresi nel dispositivo del giudicato e comunque estranei all’oggetto dell’ottemperanza. Per il caso di persistente inottemperanza, ha nominato sin d’ora commissario ad acta il Direttore generale dell’Ufficio centrale del bilancio del Ministero, con facoltà di delega, assegnandogli un ulteriore termine di 60 giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio di ottemperanza, liquidate in € 800,00, oltre contributo unificato e accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale dell’azione di ottemperanza, attraverso la quale il giudice ordina all’amministrazione di conformarsi al giudicato e può predisporre la nomina di un commissario ad acta.
art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
Il ricorso per l’esecuzione nei confronti dell’amministrazione è ammissibile dopo il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.
art. 475 c.p.c.
La sentenza del giudice ordinario munita dell’attestazione di conformità è stata ritenuta idonea quale titolo esecutivo notificabile all’amministrazione.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
È la disposizione sostanziale posta a fondamento del diritto alla Carta elettronica del docente, già accertato dal giudicato del giudice ordinario.
Massime di principio
- L’azione di ottemperanza nei confronti di una pubblica amministrazione è ammissibile quando il titolo esecutivo sia stato notificato all’amministrazione, siano decorsi inutilmente 120 giorni dalla notificazione ai sensi dell’art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996 e il provvedimento giudiziale sia passato in giudicato.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice amministrativo deve limitarsi ad assicurare l’esatta esecuzione del contenuto del giudicato, senza estenderne gli effetti a interessi, spese o altre utilità non riconosciuti nel dispositivo del titolo da eseguire.
- In caso di persistente inerzia dell’amministrazione dopo l’ordine di esecuzione, il giudice dell’ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, assegnandogli un termine per l’adozione degli atti necessari a dare attuazione al giudicato.
- La condanna alle spese pronunciata nel giudizio di ottemperanza segue la soccombenza, anche quando l’amministrazione si costituisca con una memoria meramente formale e non dimostri l’avvenuta esecuzione del giudicato.
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