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Sentenza

Sentenza n. 1795/2026 - Salerno, Sezione 3

Giustizia amministrativa202501679

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, n. 673/2024, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta docente per gli anni scolastici dal 2017/2018 al 2022/2023

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza, deducendo che il Ministero non aveva eseguito la sentenza n. 673/2024 del Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, pubblicata il 3 aprile 2024 e passata in giudicato. La sentenza aveva riconosciuto il diritto al beneficio di € 500 per ciascuno degli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per complessivi € 3.000. La ricorrente ha dedotto la notifica della pronuncia all’Amministrazione, il decorso del termine di 120 giorni e la persistente mancata attribuzione del beneficio, chiedendo l’ottemperanza e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Nel corso del giudizio il Ministero ha documentato di avere attribuito alla ricorrente, il 18 dicembre 2025, sei voucher Carta docente da € 500 ciascuno, per complessivi € 3.000 e per tutte le annualità riconosciute dalla sentenza azionata. Il TAR ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere per sopravvenuta integrale ottemperanza, senza necessità di nominare un commissario ad acta. Ha compensato metà delle spese, valorizzando l’adempimento intervenuto in corso di causa, e ha posto la restante metà a carico del Ministero in base alla soccombenza virtuale: € 400 per compensi professionali, oltre IVA e CPA se dovute, rimborso forfettario del 15% e rifusione del contributo unificato se versato, con distrazione al difensore antistatario.

Norme richiamate

  • artt. 112 ss. c.p.a.

    Con l’odierno ricorso (notificato in data 24.10.2025 e depositato in pari data) parte ricorrente ha agito ex art. 112 ss. c.p.a. per ottenere l’ottemperanza dell’amministrazione intimata alla sentenza indicata in epigrafe.

    Le disposizioni sull’ottemperanza costituiscono lo strumento per ottenere l’esecuzione della sentenza passata in giudicato; nel caso concreto, l’adempimento intervenuto durante il giudizio ha determinato la cessazione della materia del contendere.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Con tale sentenza è stato dichiarato “il diritto della ricorrente in epigrafe ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui, tramite l’assegnazione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di cui alla L. n. 107 del 2015 per gli anni scolastici 2017-2018, 2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022, 2022-2023” e, per l’effetto, è stato condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito “alla attribuzione in favore di parte ricorrente della c.d. carta docente per l’importo nominale di euro 500,00 per ciascun anno scolastico per le finalità di cui all’art. 1, comma 121, della L. n. 107 del 2015”.

    La disposizione identifica la Carta docente come beneficio annuale di € 500 destinato all’aggiornamento e alla formazione del docente; nel giudizio di ottemperanza il Ministero ha dato esecuzione al titolo attribuendo i sei voucher riconosciuti.

Massime di principio

  • Quando l’Amministrazione esegue integralmente, nel corso del giudizio di ottemperanza, il comando contenuto nella sentenza azionata, viene meno l’interesse alla decisione sull’esecuzione e il giudice dichiara cessata la materia del contendere.
  • Nella regolazione delle spese del giudizio di ottemperanza, l’adempimento sopravvenuto in corso di causa può giustificare la compensazione parziale; per la parte residua le spese possono essere poste a carico dell’Amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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