Cassazione Penale, Sentenza n. 40900/2022 del 28/10/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per furto pluriaggravato con tre motivi: 1) vizio di motivazione per aver ritenuto la responsabilità basandosi prevalentemente sull'impronta palmare rinvenuta sullo sportello forzato del distributore di biglietti, nonostante fossero presenti anche altre impronte non identificate; 2) errore nella conferma dell'aggravante di cui all'art. 61 n. 5 c.p. (commesso in orario notturno), contestata per mancanza di prove che attestino la commissione del fatto in orario notturno e la chiusura/inosservabilità della stazione; 3) vizio in relazione alla conferma dell'importo della provvisionale nonostante l'assoluzione per due capi di imputazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo (i giudici del merito potevano logicamente ritenere probatoria l'impronta palmare trovata in corrispondenza dello sportello forzato; la presenza di altre impronte non identificate non abbatte automaticamente il valore indiziante). Ha invece accolto il secondo motivo: l'aggravante ex art. 61 n. 5 c.p. è stata ritenuta non sufficientemente dimostrata perché la Corte di merito ha fatto ricorso a una congettura sulla commissione in orario notturno senza adeguata base fattuale; la sentenza è stata annullata limitatamente a tale circostanza aggravante e rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Torino per nuovo esame. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile: la quantificazione della provvisionale è decisione discrezionale e non impugnabile in Cassazione secondo la giurisprudenza consolidata.
Norme richiamate
Si tratta dell'aggravante relativa alla commissione del fatto in orario notturno; la Corte ha ritenuto che l'esistenza di tale aggravante richiede prova fattuale e non può fondarsi su una mera massima di esperienza o giudizio probabilistico privo di riscontri.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione sulla provvisionale
Sez. 2, Sentenza n. 44859 del 17/10/2019, Tuccio, Rv. 277773; Sez. 3, n. 18663 del 27/01/2015, D. G., Rv. 263486
La concessione e la quantificazione di una provvisionale in sede penale costituiscono decisioni discrezionali del giudice di merito, generalmente non impugnabili per cassazione perché deliberative e insuscettibili di autonoma impugnazione.
Massime di principio
- La presenza dell'impronta dell'imputato in corrispondenza del punto forzato di un apparecchio può costituire un elemento indiziario forte e, se non confutato con prove concrete, è idoneo a sostenere la responsabilità; la mera presenza di altre impronte non identificate non annulla automaticamente il valore probatorio di quella dell'imputato.
- Per affermare aggravanti legate all'orario (es. art. 61 n. 5 c.p.) è necessaria una base probatoria concreta che dimostri la commissione del fatto in orario notturno o la particolare situazione di minorata difesa; non è sufficiente un ragionamento probabilistico o una 'massima di esperienza' priva di riscontri fattuali.
- Le contestazioni generiche e non specificamente circostanziate sulla valutazione degli indizi sono spesso dichiarate inammissibili; il ricorso alla Cassazione richiede una indicazione precisa del vizio ermeneutico o di diritto e, per i profili di fatto, la dimostrazione dell'incidenza decisiva dell'elemento omesso.
- Le decisioni sulla provvisionale sono in genere difficilmente impugnabili in Cassazione perché ricomprese nella discrezionalità del giudice di merito; chi impugna tale statuizione dovrebbe valutare altre vie (es. istanze nel giudizio di merito o impugnazioni diverse) invece della cassazione.
- Se la Corte di cassazione annulla limitatamente a una circostanza (es. aggravante) è frequente il rinvio ad altra sezione del giudice d'appello per evitare pregiudizio o condizionamento della valutazione nella nuova cognizione.
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