Sentenza n. 4731/2026 - Roma, Sezione 3T
per l’ottemperanza della sentenza n. 13153/2024 pubbl. il 19/12/2024 RG n. 36920/2024, dal Tribunale di Roma, Sez. Lavoro, Giudice Dott.ssa Claudia CANÈ
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del giudice ordinario che aveva riconosciuto il diritto alla Carta Docente per gli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti precari)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno chiesto l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale ordinario, Sezione Lavoro, passata in giudicato, che aveva dichiarato il loro diritto, in quanto docenti a tempo determinato, al beneficio economico annuo di euro 500 mediante la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, per complessivi euro 1.000, oltre interessi e rivalutazione nei limiti del divieto di cumulo, e aveva condannato il Ministero all'attribuzione della Carta. I ricorrenti hanno dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione. Il Ministero, costituitosi tardivamente con atto di stile, non ha fornito chiarimenti né indicazioni sull'avvenuta esecuzione del giudicato.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza. Ha ritenuto che, a fronte dell'allegato inadempimento, l'Amministrazione non avesse fornito elementi idonei a dimostrare la corretta esecuzione della sentenza, applicando i principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore. Ha affermato che il diritto riconosciuto dal giudicato e i relativi presupposti non sono sindacabili nel giudizio di ottemperanza, nel quale occorre dare attuazione al contenuto della decisione. Ha quindi ordinato al Ministero di eseguire il giudicato entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per l'eventuale inerzia successiva ha nominato quale Commissario ad acta il direttore generale competente del Ministero, con facoltà di delega e senza compenso, incaricandolo di provvedere entro 60 giorni dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione, previa richiesta dei ricorrenti. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di euro 800,00, oltre accessori e rimborso del contributo unificato se versato, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 1 l. 107/2015
beneficio economico di € 500,00 annui, tramite la “Carta elettronica” per l’aggiornamento e la formazione del personale docente
La norma costituisce il fondamento del beneficio economico oggetto del giudicato da eseguire.
art. 22, comma 36, l. 724/1994
nei limiti del divieto di cumulo
Richiamata dal giudicato quale disciplina per il riconoscimento degli interessi e della rivalutazione dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
art. 112 c.p.a.
Il giudizio è stato proposto per ottenere l'esecuzione del giudicato nei confronti dell'Amministrazione inadempiente.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, quando il giudicato riconosce in modo definitivo una posizione sostanziale, il giudice dell'ottemperanza deve darvi esecuzione senza poter rimettere in discussione i presupposti del diritto già accertati dal giudice della cognizione.
- A fronte dell'allegazione dell'inadempimento di una sentenza esecutiva, l'Amministrazione deve fornire chiarimenti e indicazioni idonei a dimostrare la corretta esecuzione del giudicato; in mancanza, la domanda di ottemperanza può essere accolta secondo i principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore.
- Il giudice dell'ottemperanza può assegnare all'Amministrazione un termine per l'esecuzione del giudicato e nominare preventivamente un Commissario ad acta, subordinando il suo intervento all'inutile decorso del termine e alla richiesta della parte interessata.
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