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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22202/2022 del 08/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore generale militare impugnava la sentenza di assoluzione della Corte militare di appello di Roma sostenendo che la condotta di Pantaloni - che aveva avuto in custodia la somma sequestrata di 2.650 euro per oltre sette anni, della quale si era poi persa traccia fino a che fu restituito solo il tantundem e che, successivamente, sarebbe stato acceso un libretto postale intestato al F.U.G. con somme prelevate dal conto personale dell'imputato - integrasse il reato di peculato del finanziere. Il ricorso deduceva inosservanza o erronea applicazione di legge (art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p.), sostenendo che si fosse prodotta l'interversione del possesso e l'appropriazione della cosa sequestrata, e citava elementi fattuali (apertura del libretto, uso di denaro personale, minuta di lettera nel fascicolo) quali prova della consapevolezza e della volontà di occultare l'ammanco.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Pur ribadendo che l'uso personale di denaro sequestrato configurerebbe peculato e che la restituzione del tantundem non scrimina il comportamento, i giudici hanno ritenuto che il ricorso fosse aspecifico: esso si limitava a una rivalutazione del materiale probatorio e non ha individuato un errore di diritto nella motivazione della sentenza impugnata. La Corte d'appello aveva ravvisato un ragionevole dubbio circa l'intenzionalità e la reale appropriazione da parte di Pantaloni, e la Cassazione non ha trovato violazioni di diritto che giustifichino l'annullamento. Non sono state imposte spese processuali al ricorrente per la natura pubblica della parte.

Norme richiamate

  • Legge 9 dicembre 1941, n. 1383, art. 3

    art. 3, legge n. 1383 del 1941

    Norma che incrimina il peculato del finanziere; la Corte osserva che l'uso per fini personali di denaro sequestrato custodito per ragioni di ufficio è punibile e che la successiva restituzione del tantundem non elimina la consumazione del delitto

  • Codice penale, art. 61, n. 9

    Aggravante menzionata nel capo di imputazione originario quale circostanza aggravante (grado/violazione del dovere)

  • Codice penale militare di pace, art. 47, n. 2

    art. 47, n. 2, cod. pen. mil. pace

    Riferimento normativo militare usato per qualificare le aggravanti connesse alla condizione di militare e al ruolo ricoperto

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. b)

    art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione per violazione o erronea applicazione della legge penale; il ricorso ha invocato questa fattispecie ma la Corte ha ritenuto che non fossero indicati errori di diritto specifici, bensì una riconsiderazione dei fatti

  • Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, art. 173

    art. 173 disp. att. c.p.p.

    Limiti alla esposizione delle censure in cassazione; la sentenza rileva che il ricorso non ha rispettato la necessaria specificità e non ha aggredito la struttura argomentativa fondamentale della sentenza impugnata

  • Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8

    art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Previsione che consente la presentazione di una requisitoria scritta dal Pubblico Ministero in Cassazione; il Procuratore generale militare ha esercitato questo strumento per chiedere l'annullamento con rinvio

  • Codice penale, artt. 110 e 120 (richiami contestuali)

    art. 110 cod. pen.; art. 120, commi primo e secondo, cod. pen. mil. pace

    Norme citate perché connesse ai capi di imputazione dai quali l'imputato era stato assolto (concorso in violata consegna, abbandono di posto); la Corte d'appello aveva già assolto per tali capi e la Cassazione non ha ritenuto necessario intervenire su quelle valutazioni

Massime di principio

  • L'appropriazione di denaro sequestrato da parte del custode costituisce, in linea di principio, peculato: la successiva restituzione del tantundem non annulla la consumazione del reato
  • Per ottenere una condanna è necessario provare non solo la sparizione della cosa custodita ma anche la "interversione del possesso" e l'intenzione di appropriarsene; la presenza di dubbi ragionevoli sul fatto o sull'intenzionalità può comportare l'assoluzione
  • Documenti tardivi o minimamente inseriti nel fascicolo non provano automaticamente una condotta dolosa: la valutazione della rilevanza probatoria (tempi, autore della minuta, conoscenza effettiva) è centrale
  • In Cassazione non si riassestano i fatti: il ricorso deve indicare specifici errori di diritto o di motivazione; una mera riconsiderazione del materiale probatorio o una diversa inferenza non è sufficiente ed espone il ricorso a inammissibilità per aspecificità
  • Il pubblico ministero che impugna una sentenza deve formulare censure mirate e concretamente dimostrare in che modo la decisione abbia violato la legge o la logica giuridica; argomentazioni generiche o alternative di valutazione probatoria sono deboli in sede di legittimità
  • Quando la prova è soprattutto indiziaria, il giudice d'appello può legittimamente assolvere per ragionevole dubbio; la Cassazione verifica la correttezza del ragionamento e la coerenza logico-giuridica, non l'opportunità della valutazione probatoria

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