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Sentenza

Sentenza n. 4761/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quarta) n. 03905/2025, resa tra le parti, per l'annullamento - della Delibera n. 414/22/CONS recante “Misura e modalità di versamento del contributo dovuto all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per l'anno 2023 dai soggetti che operano nel settore del diritto d'autore e diritti connessi nel mercato unico digitale”, adottata dall'AGCOM in data 24 novembre 2022 e pubblicata sul sito dell'Autorità dal 17 gennaio 2023; - della comunicazione prot. n. 0052745 trasmessa via PEC dall'Autorità il 23 febbraio 2023, recante “Contributo dovuto all'Autorità per l'anno 2023 - Avviso”; - di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale a quelli impugnati; nonché l'accertamento: - della non soggezione della Società al pagamento del contributo dovuto all'AGCom ai sensi della Delibera n. 414/22/CONS del 24 novembre 2022.

Giustizia amministrativa202504284

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio, Sez. IV, n. 3905/2025, relativa all'impugnazione della delibera AGCOM n. 414/22/CONS e della comunicazione sul contributo dovuto per l'anno 2023

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (autorità indipendente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante aveva chiesto la riforma della sentenza del TAR Lazio e, in primo grado, l'annullamento della delibera AGCOM n. 414/22/CONS, avente ad oggetto la misura e le modalità di versamento del contributo dovuto per l'anno 2023 dai soggetti operanti nel settore del diritto d'autore e dei diritti connessi nel mercato unico digitale, nonché della comunicazione AGCOM del 23 febbraio 2023 e degli atti presupposti, connessi e consequenziali. Era stato inoltre chiesto l'accertamento della non soggezione della società al pagamento del contributo. Dal testo della decisione non risultano specificati i motivi di illegittimità dedotti in appello o in primo grado.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l'appello per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione depositata dall'appellante il 30 aprile 2026 e dell'adesione dell'AGCOM. Non è stata quindi esaminata la legittimità della delibera, della comunicazione o della pretesa contributiva, né è stata presa una decisione nel merito sulla non soggezione della società al pagamento. Le spese del grado di appello sono state compensate, conformemente all'accordo delle parti.

Massime di principio

  • La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse dell'appellante, quando determina il venir meno dell'utilità concreta e attuale della decisione e vi aderisce la parte appellata, comporta la dichiarazione di improcedibilità dell'appello.
  • In caso di improcedibilità dell'appello per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non procede all'esame dei motivi di impugnazione né delle questioni di merito relative all'atto amministrativo contestato.
  • Le spese del giudizio d'appello possono essere compensate quando tale regolazione sia concordata dalle parti e recepita dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàAppelloSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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