Sentenza del 05/06/2018 n. 701 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria
ACCERTAMENTO - ente no profit - attività commerciale - effettiva partecipazione alla vita associativa - verifica - necessità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della CTP che aveva annullato gli avvisi di accertamento relativi agli anni 2010, 2011 e 2012. Contestava che l’associazione svolgesse un’attività realmente non commerciale e sosteneva che l’organizzazione dei corsi estivi di lingua inglese avesse natura imprenditoriale, poiché i ricavi dei corsi erano prevalenti, gli associati partecipavano solo temporaneamente e molti erano minorenni privi del diritto di voto. Contestava inoltre la qualificazione dei tutors come volontari o collaboratori occasionali, ritenendo che essi fossero inseriti stabilmente nell’organizzazione, sottoposti a direttive e orari e remunerati con compensi predeterminati, con conseguente obbligo di effettuare le ritenute fiscali e presentare il modello 770.
La decisione
La Commissione ha riformato la decisione di primo grado e ha accolto integralmente il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, confermando gli avvisi di accertamento. Ha ritenuto irrilevanti, ai fini della nullità, sia la mancata allegazione del processo verbale di constatazione, che risultava consegnato e sottoscritto, sia il superamento dei termini di durata dell’ispezione. Nel merito, ha stabilito che l’attività dell’associazione era organizzata in forma imprenditoriale e prevalentemente commerciale. La partecipazione degli iscritti è stata considerata temporanea e strumentale alla frequenza dei corsi, senza effettivo esercizio dei diritti associativi; pertanto, i relativi corrispettivi sono stati qualificati come ricavi commerciali. I tutors sono stati considerati lavoratori subordinati, non volontari, poiché soggetti a direttive, orari e compensi fissi. L’associazione è stata quindi ritenuta tenuta al versamento delle ritenute d’acconto, alla presentazione del modello 770 e all’assoggettamento a IRES e IRAP, con IVA esclusa per l’esenzione applicabile. L’associazione è stata condannata alle spese di giudizio, liquidate in euro 1.500 oltre IVA e CPA se dovute.
Norme richiamate
Art. 55 del TUIR
Per esercizio di impresa commerciale si intende l'esecuzione per professione abituale di attività rientranti nell'art. 2195 del codice civile.
La qualificazione fiscale dell’attività dipende dall’esercizio abituale e organizzato di un’attività commerciale, valutata in concreto e non sulla base della sola forma associativa.
Art. 143 del TUIR
La norma è stata richiamata per distinguere le attività istituzionali non commerciali da quelle commerciali svolte dagli enti non commerciali. La prevalenza concreta dei corsi a pagamento ha comportato la perdita della qualifica di ente non commerciale.
Legge 398/1991
Il regime forfettario è stato ritenuto non più applicabile dal momento in cui l’associazione ha perso la qualifica sostanziale di ente non commerciale.
Art. 10 del D.P.R. 633/1972
La Commissione ha escluso l’IVA in ragione dell’esenzione prevista per l’attività considerata.
Art. 12, comma 5, della legge 212/2000
Il superamento del termine ordinario di durata della verifica fiscale non determina automaticamente la nullità dell’accertamento, in assenza di una specifica previsione invalidante.
Cassazione n. 19338/2011
L’eventuale acquisizione di elementi oltre i limiti temporali della verifica non comporta la loro inutilizzabilità se manca una specifica norma che preveda tale sanzione.
Cassazione n. 4315/2015
La possibilità per un’associazione di offrire corsi a pagamento mantenendo natura non commerciale presuppone una partecipazione associativa effettiva e non meramente temporanea o strumentale. L’iscrizione contestuale al pagamento del corso, seguita dall’uscita al termine dello stesso e dall’assenza di partecipazione assembleare, costituisce indice di attività commerciale.
Art. 2195 del codice civile
È richiamato come parametro per individuare le attività oggettivamente commerciali, rilevanti ai fini dell’art. 55 del TUIR.
Massime di principio
- La qualifica di ente non profit o l’assenza di distribuzione di utili non è sufficiente a escludere la natura commerciale: occorre verificare concretamente come l’attività è organizzata e finanziata.
- I corrispettivi pagati dagli associati possono essere considerati ricavi commerciali quando l’iscrizione è temporanea, collegata esclusivamente alla fruizione di un servizio e non accompagnata da una reale partecipazione alla vita associativa.
- La partecipazione effettiva degli associati alle assemblee e l’esercizio dei diritti, incluso il voto, sono elementi importanti per dimostrare la genuinità del rapporto associativo.
- Un’attività svolta con organizzazione stabile di persone e mezzi, ricavi prevalenti da corsi o servizi e modalità operative tipiche di un’impresa può essere qualificata come commerciale indipendentemente da quanto previsto nello statuto.
- La qualificazione di un collaboratore come volontario o tutor non dipende dal nome del contratto: direttive vincolanti, orari predeterminati, inserimento stabile nell’organizzazione e compenso fisso possono dimostrare l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato o comunque remunerato.
- In presenza di compensi effettivamente corrisposti, l’ente deve assolvere gli obblighi di sostituto d’imposta, inclusi versamento delle ritenute e presentazione del modello 770.
- Le irregolarità procedurali nella verifica fiscale, come il superamento dei termini di durata o la mancata allegazione del processo verbale, non producono automaticamente la nullità dell’accertamento se il verbale è stato consegnato o se non esiste una specifica sanzione di inutilizzabilità o invalidità.
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