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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8486/2022 del 14/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Catania che li ha condannati per il furto di materiali ferrosi e per porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere. Deducevano che la querela presentata dalla custode del lido (Fiscella Tiziana) riguardava solo un ammanco di materiale in legno constatato al momento della querela, e non i materiali ferrosi indicati nell'imputazione (3 motori idrici elettrici, 9 supporti per ombrelloni in metallo, un'anta e 4 barre in metallo). Sostenevano perciò l'assenza della condizione di procedibilità per quei capi di imputazione e la nullità del processo rispetto a quegli elementi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati. Ha ritenuto che la querela, interpretata secondo i principi di interpretazione dei negozi giuridici (artt. 1362 e ss. c.c.), deve essere intesa in base alla volontà della querelante e, in caso di dubbio, nella maniera che le attribuisca efficacia. Nel caso di specie la querelante aveva attestato la scomparsa di materiali in legno ma aveva anche riconosciuto come "parte dei rubati" materiali restituiti, il che permette di inferire che la volontà di querela si estendesse a tutti i materiali asportati, ivi compresi quelli ferrosi indicati nell'imputazione. Pertanto la condizione di procedibilità era soddisfatta e la sentenza di merito è stata confermata nella sostanza. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • artt. 1362 e segg. cod. civ.

    Applicati come criterio per l'interpretazione della querela quale negozio giuridico: occorre accertare la volontà del querelante e, in caso di dubbio, dare all'atto il senso che ne produca effetti.

  • Giurisprudenza consolidata - Sez. 1, Sent. n. 1087 del 24/06/1968 (Cherubino)

    Sez. 1, Sent. n. 1087 del 24/06/1968

    Richiamata per il principio che la querela va interpretata secondo le regole dei negozi giuridici e dell'intenzione del querelante.

  • Giurisprudenza consolidata - Sez. 3, Sent. n. 1037 del 09/10/1984 (Riviello)

    Sez. 3, Sent. n. 1037 del 09/10/1984

    Conferma l'orientamento secondo cui la querela deve essere interpretata in base alla volontà dell'autore e con criteri che ne attribuiscano efficacia.

  • Giurisprudenza consolidata - Sez. 2, Sent. n. 4554 del 11/01/1986 (Raio)

    Sez. 2, Sent. n. 4554 del 11/01/1986

    Ulteriore conferma del principio interpretativo applicato alla querela.

  • Giurisprudenza - Sez. 3, Sent. n. 1210 del 09/11/1993 (Frullano)

    Sez. 3, Sent. n. 1210 del 09/11/1993

    Sottolinea che, quale condizione di procedibilità, la querela deve consentire l'individuazione del fatto-reato e che è sufficiente la manifestazione dell'istanza di punizione in ordine a un fatto-reato senza dettagli eccessivi.

Massime di principio

  • La querela, essendo un atto di volontà del querelante, va interpretata secondo le regole dei negozi giuridici (artt. 1362 e ss. c.c.): occorre ricercare la volontà reale del querelante e, in caso di ambiguità, favorire l'interpretazione che le attribuisca efficacia.
  • Per la condizione di procedibilità è sufficiente che la querela manifesti l'istanza di punizione rispetto al fatto-reato in generale; non è sempre necessaria una elencazione analitica di tutti i singoli oggetti sottratti, purché risulti che il querelante intende riferirsi alla totalità del fatto denunciato.
  • Se il verbale di querela o gli atti di P.G. indicano che materiali restituiti sono riconosciuti come parte di quanto rubato, ciò amplia ragionevolmente l'oggetto della querela includendo anche quei beni riconosciuti, soddisfacendo la condizione di procedibilità.
  • In situazioni simili la difesa che voglia impugnare la procedibilità deve offrire una prova chiara e specifica della non coincidenza tra il fatto denunciato nella querela e l'imputazione (ad es. quando la querela riguarda chiaramente un fatto diverso, con elementi inequivocabili di distinzione).
  • In caso di dubbio interpretativo i giudici privilegeranno, coerentemente con la giurisprudenza, l'interpretazione pro querela (cioè che l'atto produca effetti) e non quella che la renda inefficace.

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