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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49319/2023 del 12/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Imputato condannato per il reato di sottrazione dolosa di cosa sottoposta a pignoramento (art. 388, comma 5 c.p.). Il ricorrente ha impugnato per: (1) vizio di motivazione e travisamento della prova in relazione alla deposizione del figlio Michael; (2) omissione di pronuncia sulla richiesta, formulata nelle conclusioni scritte in appello cartolare, di sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria o con lavori di pubblica utilità (nuove pene sostitutive ex art. 20-bis c.p., d.lgs. 150/2022); (3) mancata motivazione sulla richiesta di applicazione dell'esimente speciale di cui all'art. 131-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili il primo e il terzo motivo (il primo per essere un appello in punto di merito e il terzo per generica ripetizione di motivi già ritenuti generici in sede di appello). Ha invece accolto il secondo motivo: la Corte d'appello ha omesso di pronunciare sulle richieste di pene sostitutive formulate nelle conclusioni scritte dell'appello cartolare. Perciò la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla materia delle pene sostitutive e ha rinviato alla Corte di appello di Perugia per nuovo esame sul punto; per il resto il ricorso è dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 388 cod. pen.

    Norma che punisce la sottrazione di cosa pignorata; la Corte di merito aveva confermato la condanna per il reato nella sola qualità di proprietario (comma quinto). La Cassazione non entra nel merito probatorio della valutazione della testimonianza.

  • art. 20-bis cod. pen. (introdotto da d.lgs. 150/2022)

    Prevede nuove pene sostitutive per le pene detentive brevi; la Corte di cassazione riconosce che, essendo norme più favorevoli, possono applicarsi ai giudizi d'appello in corso e la loro applicabilità richiede una richiesta dell'imputato, che può essere formulata anche nelle conclusioni scritte del giudizio cartolare d'appello.

  • art. 95 d.lgs. 150/2022 (disciplina transitoria)

    Stabilisce che le nuove pene sostitutive, essendo più favorevoli, si applicano ai giudizi d'appello in corso al momento dell'entrata in vigore del d.lgs.; la Cassazione interpreta questa disposizione nel senso che la richiesta dell'imputato può essere proposta in diverso momento del giudizio d'appello, inclusa la fase decisoria o le conclusioni scritte.

  • art. 597 c.p.p., commi 1 e 5

    Comma 1 sancisce il principio devolutivo (il giudice d'appello deve decidere sulle questioni devolute); comma 5 limita l'applicazione d'ufficio di talune misure. La Corte coordina il divieto di applicazione d'ufficio con la disciplina transitoria, affermando che la mancata richiesta specifica con l'atto d'appello non esclude comunque la possibilità di formulare la richiesta nelle conclusioni scritte o in udienza.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Esimente speciale (recidiva/estinzioni attenuanti): il motivo relativo alla sua applicazione è stato ritenuto generico e quindi inammissibile perché non sviluppato nella cassazione.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non riesamina i fatti né rifa la valutazione della prova: i motivi che mirano a un diverso apprezzamento delle deposizioni sono, in gran parte, improponibili in sede di legittimità.
  • Le nuove pene sostitutive introdotte dal d.lgs. 150/2022 (art. 20-bis c.p.) sono applicabili nei giudizi d'appello in corso se l'imputato ne fa richiesta; tale richiesta può essere formulata anche nelle conclusioni scritte del giudizio cartolare o, al più tardi, durante la discussione d'appello.
  • Il giudice d'appello è obbligato a decidere sulle questioni devolute (principio devolutivo): l'omessa pronuncia su una richiesta tempestiva costituisce motivo fondato di cassazione e comporta rinvio per nuovo esame.
  • Le richieste difensive devono essere specifiche e ben motivate in ogni grado; motivi generici o pedissequi reiterati senza sviluppo argomentativo sono destinati all'inammissibilità.
  • Per evitare omissioni, nella fase d'appello (compresa quella cartolare) è opportuno indicare espressamente e alternativamente le richieste di pena (es. 'in subordine applicare pena pecuniaria o, in via subordinata, lavori di pubblica utilità') e richiamare la normativa transitoria quando rilevante.

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