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Ordinanza

Ordinanza n. 4183/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202603464

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio che aveva respinto l’impugnazione del diniego di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 5 della legge n. 91/1992

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

L’appellante ha impugnato la decisione del TAR Lazio relativa al diniego della cittadinanza italiana. Il diniego risultava motivato, in forma sintetica per esigenze di riservatezza delle fonti, sulla base di informazioni provenienti da organismi di sicurezza e ritenute ostative sotto il profilo della sicurezza della Repubblica. Dalle risultanze richiamate emergevano profili di rischio connessi a una possibile contiguità con ambienti afferenti al separatismo curdo, area PKK, anche sotto il profilo del sostegno economico, nonché elementi di instabilità personale e coinvolgimento in episodi di conflittualità. Nel giudizio d’appello, tuttavia, non risultavano depositati i documenti classificati posti a fondamento del diniego, benché prodotti nel giudizio di primo grado.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha definito la domanda cautelare né il merito dell’appello. Ha ritenuto necessario acquisire, ai fini della decisione, la documentazione riservata posta a fondamento del diniego, non presente negli atti del grado d’appello, nonché una relazione aggiornata e dettagliata del Ministero dell’Interno sulla posizione dell’interessato e dei soggetti a lui collegati. Il deposito dovrà avvenire entro il 30 settembre 2026. Il Collegio ha rinviato la prosecuzione della trattazione cautelare alla camera di consiglio del 3 dicembre 2026.

Norme richiamate

  • art. 5 l. 91/1992

    La domanda di concessione della cittadinanza italiana è stata esaminata nel quadro dei presupposti previsti dalla disposizione; il provvedimento di diniego è stato ritenuto fondato dall’amministrazione su elementi informativi ostativi sotto il profilo della sicurezza della Repubblica, ma la verifica giudiziale è stata rinviata in attesa dell’acquisizione della documentazione riservata.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È stato richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte appellante.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    È stato richiamato, unitamente all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Quando la legittimità di un diniego di cittadinanza fondato su esigenze di sicurezza nazionale dipende da documentazione classificata o riservata, il giudice amministrativo può disporne l’acquisizione in sede istruttoria prima di decidere sulla domanda cautelare e sul merito.
  • La motivazione sintetica di un diniego fondato su informazioni di sicurezza può essere giustificata dalla necessità di proteggere la riservatezza delle fonti; tuttavia, il giudice deve poter acquisire e valutare la documentazione riservata posta concretamente a fondamento dell’atto, secondo le modalità processuali applicabili.
  • Se i documenti riservati utilizzati dall’amministrazione sono stati prodotti in primo grado ma non risultano versati nel fascicolo del giudizio d’appello, il Consiglio di Stato può disporne nuovamente l’acquisizione, insieme a una relazione aggiornata sulla posizione dell’interessato, quando tali elementi siano necessari per completare il quadro fattuale.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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