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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21045/2022 del 30/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma della condanna per rapina aggravata. Diaccioli ha censurato la qualificazione giuridica del fatto (sostenendo assenza di violenza o minaccia) e il trattamento sanzionatorio (riduzione per il rito abbreviato non adeguatamente considerata). Di Maria ha dedotto nullità per omissione di avviso dell'udienza, ha contestato l'identificazione basata sulle immagini di videosorveglianza e la qualificazione come rapina; inoltre ha contestato il trattamento sanzionatorio per la stessa ragione di Diaccioli.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi fondati solo in relazione al trattamento sanzionatorio e inammissibili o infondati nel resto. Ha ritenuto infondati i motivi che impugnavano la qualificazione del fatto (la rapina) e l'apprezzamento probatorio dell'identificazione tramite riprese video e cartellino fotosegnaletico; ha ritenuto infondati i profili di nullità della notifica (per Di Maria). Tuttavia ha riformato la valutazione del giudice di merito circa la diminuzione della pena per il rito abbreviato: l'assenza di espresso riferimento alla riduzione nel provvedimento di primo grado deve essere interpretata a favore degli imputati. Perciò ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio e ha rideterminato le pene: per Diaccioli Alessandro, anni 8 di reclusione ed euro 3.666,00 di multa; per Di Maria Emanuele Giuseppe, anni 6, mesi 10 e giorni 20 di reclusione ed euro 2.366,00 di multa. Nel resto i ricorsi sono dichiarati inammissibili.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020

    indica che il procedimento è stato trattato con contraddittorio scritto; richiamato per la forma del processo e non per la decisione di merito

  • art. 81 cod. pen.

    usato per giustificare l'aumento della pena per continuazione con precedenti condanne già irrevocabili

  • art. 597 cod. proc. pen.

    la Corte ha richiamato il principio secondo cui l'assenza di esplicita argomentazione sulla riduzione per il rito abbreviato deve essere interpretata in senso favorevole all'imputato; non è ammissibile che i giudici distrettuali suppliscano con osservazioni presuntive

  • art. 620 lett. l) e lett. i) cod. proc. pen.

    consente alla Corte di Cassazione, in presenza dei presupposti, di annullare senza rinvio e di provvedere direttamente alla rideterminazione della pena

Massime di principio

  • La violenza sulle cose o comportamenti aggressivi possono integrare l'elemento intimidatorio della rapina se esprimono un messaggio minatorio idoneo a coartare la vittima.
  • Se il giudice di primo grado non motiva espressamente la diminuzione di pena per il rito abbreviato, tale omissione deve essere interpretata a favore dell'imputato (riduzione riconosciuta), e non può essere sanata da deduzioni presuntive dei giudici successivi.
  • La Corte di Cassazione può, ove ricorrano le condizioni previste, annullare senza rinvio e rideterminare direttamente il trattamento sanzionatorio ai sensi delle disposizioni procedurali (art. 620 c.p.p.).
  • L'identificazione fondata su immagini nitide di videosorveglianza confrontate con cartellini fotosegnaletici può costituire elemento probatorio decisivo se accompagnata da fatti coerenti (es. rinvenimento, controlli successivi, modalità di fuga).
  • Le contestazioni formalistiche relative alla mancata comunicazione dell'udienza devono essere verificate sui documenti di notifica: la notifica a mezzo PEC correttamente eseguita esclude la nullità dell'atto.

Testo integrale

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