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Sentenza

Sentenza n. 1699/2026 - Catania, Sezione 3

Giustizia amministrativa202601027

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di esclusione da un avviso pubblico per l'individuazione di soggetti cui affidare l'organizzazione di mercatini artigianali, nonché gli atti relativi al sorteggio e all'assegnazione dei siti

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'associazione ha impugnato il provvedimento comunale che l'aveva esclusa dalla procedura avviata per l'organizzazione di mercatini artigianali in vari siti della città, chiedendo l'annullamento degli atti lesivi, la riammissione alla procedura e la ripetizione dei sorteggi relativi al sito di Via Minoriti. Il Comune si è costituito chiedendo il rigetto. Nel corso del giudizio, le parti hanno depositato un atto congiunto comunicando di avere stipulato un accordo transattivo, ritenuto soddisfacente dall'associazione, e hanno chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere con compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, anziché dichiarare la cessazione della materia del contendere. Ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., quest'ultima figura ricorre soltanto quando il ricorrente ottenga nel corso del giudizio la piena soddisfazione della pretesa azionata, ossia l'esatto bene della vita richiesto. Nel caso concreto, il Comune non ha riconosciuto tale bene, ma ha proposto una soluzione alternativa in via transattiva, accettata dalla parte privata come soddisfacente. Tale accordo ha fatto venir meno l'interesse alla prosecuzione del giudizio, senza integrare una piena soddisfazione coincidente con la pretesa originaria. Le spese sono state integralmente compensate in considerazione dell'esito della controversia.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La cessazione della materia del contendere si realizza, soltanto, quando in corso di causa la parte ricorrente ottenga piena soddisfazione della pretesa azionata in giudizio.

    La cessazione della materia del contendere presuppone la piena e integrale soddisfazione della pretesa sostanziale dedotta in giudizio; quando il ricorrente accetta invece una soluzione transattiva alternativa, il venir meno dell'interesse conduce alla declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere ricorre soltanto quando, nel corso del giudizio, il ricorrente ottenga la piena soddisfazione dell'esatta pretesa azionata e non quando consegua una soluzione diversa, seppur accettata come soddisfacente.
  • L'accordo transattivo intervenuto tra le parti durante il giudizio, ove determini il venir meno dell'interesse alla decisione ma non attribuisca l'identico bene della vita richiesto con il ricorso, comporta la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La qualificazione processuale dell'esito del giudizio dipende dalla corrispondenza tra il risultato ottenuto dal ricorrente e la pretesa originariamente dedotta: la soddisfazione soltanto alternativa o transattiva non integra cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàProcedura di gara
RamiProcesso amministrativoContratti pubblici
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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