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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31437/2025 del 19/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva ritenuto responsabile del reato di ricettazione. Con il primo motivo ha censurato la motivazione sulla responsabilità per l'art. 648 c.p., riproponendo però doglianze già dedotte in appello e ritenute dalla Corte di merito non specifiche e solo apparenti; ha inoltre sostenuto che il fatto dovesse essere riqualificato nella contravvenzione di cui all'art. 712 c.p., negando la sussistenza del dolo di ricettazione. Con il secondo motivo ha denunciato la violazione della regola dell'oltre ogni ragionevole dubbio di cui all'art. 533 c.p.p., ma senza indicare in modo puntuale quali elementi della motivazione fossero erronei, rendendo la censura generica e indeterminata.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato perché la Corte territoriale aveva dato una motivazione congrua sulla sussistenza del dolo di ricettazione e sulla non riqualificabilità del fatto nell'ipotesi contravvenzionale di incauto acquisto ex art. 712 c.p. Ha reputato il secondo motivo generico per difetto di specificità ex art. 581, comma 1, lett. c), c.p.p., poiché non individuava gli elementi concreti posti a fondamento della doglianza sulla regola dell'oltre ogni ragionevole dubbio. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    Disposizione posta a fondamento della condanna per ricettazione; la Corte ritiene congrua la motivazione di merito sulla sussistenza del dolo richiesto dalla fattispecie.

  • art. 712 c.p.

    Richiamato come possibile fattispecie contravvenzionale alternativa; la Corte esclude che i fatti possano essere riqualificati in tale ipotesi, in presenza del dolo di ricettazione.

  • art. 533 c.p.p.

    La regola di giudizio dell'oltre ogni ragionevole dubbio è invocata dal ricorrente, ma la censura è ritenuta generica perché non specifica gli errori della motivazione impugnata.

  • art. 581, comma 1, lett. c), c.p.p.

    La mancata specificazione dei rilievi contro la sentenza impugnata rende il motivo inammissibile per difetto di specificità.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione deve contenere censure specifiche e argomentate: non è sufficiente riproporre doglianze già dedotte in appello senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata.
  • La contestazione della sussistenza del dolo di ricettazione richiede la dimostrazione di un effettivo vizio logico o giuridico della motivazione di merito; se la motivazione è congrua e coerente, la censura è manifestamente infondata.
  • La riqualificazione del fatto da ricettazione a incauto acquisto non è consentita quando la motivazione di merito abbia accertato la consapevolezza della provenienza illecita del bene, elemento incompatibile con la fattispecie contravvenzionale.
  • La deduzione della violazione della regola dell'oltre ogni ragionevole dubbio deve indicare in modo puntuale quali passaggi decisori sarebbero illogici o incompleti; in difetto, il motivo è generico e inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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