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Cassazione Civile, Ordinanza n. 01527/2026 del 23/01/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministratore)

La controversia

La Procura regionale contabile aveva citato una società alberghiera in liquidazione giudiziale e il suo ex amministratore unico chiedendo la condanna solidale al pagamento, in favore di un Comune, di somme corrispondenti all’imposta di soggiorno pagata dai clienti della struttura negli anni 2022 e 2023 e non riversata all’ente. Il ricorrente ha proposto regolamento preventivo di giurisdizione sostenendo che, dopo la modifica dell’art. 4 del d.lgs. n. 23/2011 introdotta dal d.l. n. 34/2020 e dopo l’interpretazione autentica dell’art. 5-quinquies del d.l. n. 146/2021, il gestore della struttura non è più agente contabile ma responsabile d’imposta; perciò, la controversia sul mancato versamento dell’imposta di soggiorno spetterebbe al giudice tributario e non alla Corte dei conti. La Procura regionale ha resistito affermando la permanenza della giurisdizione contabile, valorizzando il maneggio di denaro pubblico e l’obbligo di resa del conto.

La decisione

Le Sezioni Unite hanno accolto il regolamento di giurisdizione e hanno dichiarato la giurisdizione del giudice tributario, escludendo quella della Corte dei conti. Hanno ritenuto che, dopo la novella del 2020, l’obbligo del gestore della struttura ricettiva di versare l’imposta di soggiorno abbia natura esclusivamente tributaria e che la sua qualifica di responsabile d’imposta abbia sostituito la precedente impostazione fondata sulla figura dell’agente contabile. Conseguentemente, le controversie tra ente impositore e gestore-responsabile d’imposta appartengono alla giurisdizione tributaria. Le spese sono state compensate nei confronti della società intimata per la novità della questione, mentre non vi è stata pronuncia sulle spese nei confronti della Procura regionale.

Norme richiamate

  • art. 41 c.p.c.

    il regolamento preventivo è ammissibile se proposto prima della decisione di merito in primo grado

  • art. 16 del codice di giustizia contabile

    richiamato come base processuale del regolamento di giurisdizione nel processo contabile

  • art. 4 d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23

    la norma, come modificata, qualifica il gestore della struttura ricettiva come responsabile del pagamento dell’imposta di soggiorno con diritto di rivalsa e prevede adempimenti e sanzioni di natura tributaria

  • art. 180, comma 3, d.l. n. 34/2020

    ha introdotto il comma 1-ter nell’art. 4 del d.lgs. n. 23/2011

  • art. 5-quinquies d.l. n. 146/2021

    norma di interpretazione autentica che estende l’applicazione del comma 1-ter anche ai fatti anteriori al 19 maggio 2020

  • art. 64, comma 3, d.P.R. n. 600/1973

    richiamato come modello del responsabile d’imposta e del relativo diritto di rivalsa

  • art. 64 c.c.

    non citato; assente nel testo

  • art. 13 d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471

    indicato come base della sanzione amministrativa per omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta

  • art. 2752, comma 4, c.c.

    richiamato nella domanda di insinuazione al passivo del credito del Comune come privilegio

  • art. 2778, comma 1, n. 20 c.c.

    richiamato nella domanda di insinuazione al passivo del credito del Comune come privilegio

  • art. 17, comma 1, l. n. 400/1988

    richiamato per il regolamento attuativo generale dell’imposta di soggiorno

  • art. 19 d.lgs. n. 546/1992

    richiamato nel ragionamento sulla giurisdizione tributaria in relazione agli atti impugnabili

  • art. 1218 c.c.

    richiamato per escludere che il tributo evaso coincida automaticamente con il danno risarcibile

  • art. 2041 c.c.

    richiamato solo in via incidentale nell’esame del rischio di indebiti arricchimenti

  • art. 178 r.d. n. 827/1924

    richiamato nella giurisprudenza precedente per qualificare gli albergatori come agenti contabili

Massime di principio

  • Quando il legislatore qualifica espressamente il gestore della struttura ricettiva come responsabile d’imposta, viene meno il presupposto del silenzio normativo che in precedenza consentiva di ricondurre la sua posizione alla figura dell’agente contabile.
  • La controversia relativa al mancato o parziale versamento dell’imposta di soggiorno, dopo la riforma del 2020 e la norma di interpretazione autentica del 2021, appartiene alla giurisdizione tributaria, perché il rapporto tra ente impositore e gestore assume natura esclusivamente tributaria.
  • Il responsabile d’imposta è estraneo al presupposto del tributo ma risponde in via solidale e dipendente insieme al soggetto passivo, con diritto di rivalsa; la sua obbligazione conserva natura tributaria.
  • L’introduzione di specifici obblighi dichiarativi, di versamento e di sanzioni di matrice tributaria è indice della scelta legislativa di attrarre l’intera materia dell’imposta di soggiorno nell’alveo del diritto tributario, escludendo la persistente configurabilità di una responsabilità contabile basata sul maneggio di denaro pubblico.
  • Non può ammettersi una coesistenza frammentata di giurisdizioni contabile, tributaria e amministrativa sulle medesime violazioni dell’imposta di soggiorno quando ciò comporti una duplicazione sanzionatoria non coerente con i principi di ragionevolezza e proporzionalità.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneContenzioso tributarioAccertamento del passivo
RamiProcesso civileTributiEsecuzioni
IstitutiOnere della provaGiudicato

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