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Ordinanza

Ordinanza n. 263/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, sezione staccata di Salerno (Sezione Terza) n. 526/2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202600155

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, che aveva respinto la domanda cautelare contro gli atti relativi alla graduatoria per l'assegno di cura

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (genitori di minore disabile)

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda l'applicazione dei criteri previsti dalla D.G.R.C. n. 70/2024 e dal conseguente Avviso pubblico per la valutazione delle domande di assegno di cura mediante l'ISEE per prestazioni agevolate di natura sociosanitaria. I genitori della minore hanno sostenuto che i richiedenti dovessero essere suddivisi in due graduatorie distinte: una per le persone maggiorenni, titolari di un proprio ISEE personale, e una per i minorenni, il cui ISEE è quello del nucleo familiare. La predisposizione di un'unica graduatoria sarebbe stata lesiva della parità di trattamento tra maggiorenni e minorenni. L'Avviso pubblico, tuttavia, non prevedeva due graduatorie e non era stato impugnato sotto tale profilo; veniva contestata la sua concreta modalità applicativa.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello esclusivamente ai fini della sollecita fissazione dell'udienza di merito dinanzi al TAR, ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., senza disporre la sospensione dei provvedimenti impugnati. Ha ritenuto che la sospensione avrebbe potuto arrecare pregiudizio a tutti i disabili utilmente collocati in graduatoria, determinando l'interruzione dell'erogazione della provvidenza economica. Ha però considerato apprezzabili le esigenze cautelari dei genitori, in ragione delle gravissime patologie invalidanti della minore, ritenendo adeguata la tutela cautelare mediante la rapida trattazione del merito. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Consente, in presenza di esigenze cautelari apprezzabili, di soddisfare la tutela urgente mediante la sollecita fissazione dell'udienza di merito, senza necessariamente sospendere gli atti impugnati.

  • art. 62 c.p.a.

    Norma richiamata quale base processuale dell'appello cautelare al Consiglio di Stato.

  • D.G.R.C. n. 70/2024

    Atto regionale recante i criteri applicati alla valutazione delle domande di assegno di cura, con riferimento all'ISEE per prestazioni agevolate di natura sociosanitaria.

Massime di principio

  • Nella tutela cautelare, quando la sospensione dell'atto impugnato rischia di pregiudicare una pluralità di beneficiari di una prestazione sociale, il giudice può soddisfare esigenze cautelari apprezzabili disponendo la sollecita fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., anziché sospendere l'atto.
  • La gravità delle condizioni di salute di una minore può rendere apprezzabili le esigenze cautelari, ma non impone necessariamente la sospensione dell'atto amministrativo quando questa produrrebbe effetti pregiudizievoli nei confronti degli altri beneficiari della prestazione.

Come è indicizzato

MaterieAssistenza e prestazioni sanitarieTutela cautelare
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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